La Germania sarà fuori dal nucleare entro il 2022

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BERLINO, 2 AGOSTO 2011 -  La decisione ormai sembrerebbe definitiva: la Germania abbandonerà l'atomo entro il 2022. È stato il presidente della Repubblica Federale Tedesca, Christian Wulff, a firmare nella giornata di ieri la legge che prevede l'uscita del Paese dall'energia nucleare.[MORE]

La decisione era stata già annunciata alla fine di maggio dal ministro dell'ambiente, Norbert Röttgen, e votata dalle due camere nei mesi successivi. Il Bundestag, cioè la Camera Bassa, aveva votato la legge lo scorso 30 giugno, mentre il 10 luglio ad approvare il provvedimento era stato anche il Bundesrat, cioè la Camera Alta dei rappresentanti regionali.

Una decisione simile era stata presa già nel 2000 dal governo di centrosinistra guidato da Gerhard Schröder, che aveva previsto lo spegnimento di tutti i reattori nucleari entro il 2022. Un provvedimento poi cancellato dal successivo governo della cancelliera Angela Merkel, il quale nel gennaio 2010 aveva deciso di prolungare la vita di alcuni tra i reattori che avrebbero dovuto essere chiusi di lì a poco. Decisione poi ribadita anche nel settembre dello stesso anno, quando il governo decise di prolungare la vita dei siti nucleari di circa 12 anni in media.

A mescolare di nuovo le carte in tavola e a mettere in dubbio l'effettiva necessità dell'energia proveniente da fonte atomica è stato l'incidente avvenuto nella centrale giapponese di Fukushima, un incidente classificato al settimo livello della scala Ines (cioè quella scala utilizzata dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per classificare gli incidenti in base alla loro pericolosità e ai danni che possono provocare all'interno e all'esterno di un sito nucleare). Oltre all'incidente di Fukushima, solo il disastro di Chernobyl era stato classificato allo stesso livello.

La decisione tedesca ratificata nella giornata di ieri dal presidente Wullf va collocata, quindi, nel contesto di una rinnovata sensibilità anti-atomica che si è diffusa anche tra quanti, prima di Fukushima, erano favorevoli all'utilizzo di tale fonte energetica. Una sensibilità che anche in Italia si è espressa in modo chiaro e inconfutabile con la vittoria dei sì al referendum dello scorso giugno. La decisione presa dalla Germania dovrebbe comportare, adesso, la chiusura graduale dei reattori, il primo dei quali potrebbe essere spento già dal 2015, e il contemporaneo incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili.

Serena Casu

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Scritto da Serena Casu

Giornalista di InfoOggi

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