PALERMO 20 GENNAIO 2013 - Quanti giovani (e non) Colleghi hanno mai letto attentamente le norme che regolamentano la pubblicità sanitaria? Riteniamo allora opportuno diffondere le “regole” che ricordano a tutti che la nostra professione non è uno squallido mercimonio, non è appannaggio di lestofanti che con le loro “catene” di S. Antonio si sono inventati il “franchising” o il “turismo dentale” in una branca delicatissima della Medicina, fatta totalmente ed esclusivamente di passione, capacità manuali, sensibilità, cultura e competenza e frutto di enormi sacrifici e di enormi privazioni.
Scoprirete che in rete c’è di tutto e l’effetto ultimo è quello di una branca medica svilita da una messe di soggetti che si vendono o si svendono con le peggiori metodiche delle “logiche” del mercato.
La pubblicita’ sanitaria deve mettere a conoscenza del messaggio e delle metodiche con cui esso viene realizzato, gli ordini professionali di appartenenza dei soggetti responsabili, quindi è giusto, anzi doveroso, da parte di tutti i Colleghi che si ostinano ancora a credere nella propria professione, segnalare agli Ordini di competenza i messaggi pubblicitari, spesso ingannevoli e contrari alla deontologia, che creano una concorrenza sleale ed illegale basata sovente, sul nulla.
Gli Ordini, di contro, hanno il dovere di controllare tutte le segnalazioni e di mettere in atto quanto il documento qui riportato prevede, in termine di sanzioni pecuniarie e disciplinari.[MORE]
Cit. “Siamo tutti eguali dinanzi al dentista, ma non tutti i dentisti sono uguali tra loro”. Giulio Andreotti
(notizia segnalata da FRANCESCO DAVI')
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