Politica

La puntata di Report sull'amministrazione veronese: brutta batosta per Tosi

VERONA, 7 APRILE 2014- Dopo la puntata di ieri sera di Report sull’amministrazione Tosi le conseguenze oggi non si sono fatte attendere. Attaccato su più fronti, il primo cittadino scaligero ha appreso che oggi è stata presentata una richiesta formale di accertamenti sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Verona.

Il servizio di Sigfrido Ranucci doveva essere shock, come aveva promesso il giornalista, e in effetti lo è stato. La vicenda Tosi-Ranucci (e con lui Milena Gabanelli e la Rai tutta) va avanti ormai da mesi. Di oltre un mese fa era stata la denuncia preventiva del sindaco nei confronti di Ranucci, accusato di voler costruire prove false contro di lui. Si è parlato di un video imbarazzante nel quale Tosi sarebbe vestito da donna, con il quale si terrebbe sotto scacco il primo cittadino, ma che nessuno ha visionato. Tosi sosteneva che Ranucci sarebbe stato disposto a pagare (con soldi pubblici dunque) per avere il video, ma dalle riprese si evince che gli sono stati chiesti soldi (da quelli che dovevano essere i fedeli del sindaco) per entrare in possesso del filmato. [MORE]

Ma altri sono i punti poco chiari. La moglie di Tosi, Stefania Villanova, dirigente della Sanità alla Regione Veneto, sarebbe stata chiamata in causa per via di alcuni appalti che sembrano pilotati. E, come se non bastasse, Tosi sarebbe in rapporti con imprenditori calabresi invischiati in indagini sulla ‘ndrangheta, cosa che ha fatto gridare allo scandalo. Oggi infatti il parlamentare veronese Alberto Giorgetti ha fatto richiesta di avvio di indagine sull’amministrazione Tosi, per chiarire se siano veritiere le tesi che sostengono che la mafia sia riuscita ad entrare a Palazzo Barbieri. Ha detto Giorgetti: “Se le cose dette da Report sono vere, ci sarebbe un collegamento diretto tra la ‘ndrangheta e assessori o eletti appartenenti alla maggioranza di Flavio Tosi per cui ,secondo l’attuale normativa antimafia, sussisterebbero automaticamente i presupposti per lo scioglimento”.

Federica Sterza