La reliquia della terra del Transito di San Francesco accolta a Catanzaro

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Celebrazione con l’arcivescovo Claudio Maniago e incontri negli ospedali e nelle comunità: il messaggio del Poverello di Assisi parla ancora alla Calabria.

Catanzaro – La città di Catanzaro e l’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace hanno accolto nei giorni scorsi la reliquia della terra proveniente dalla Cappella del Transito di San Francesco d’Assisi, custodita nella Basilica di Santa Maria degli Angeli alla Porziuncola.

L’accoglienza è stata accompagnata da una celebrazione presieduta dall’arcivescovo mons. Claudio Maniago, che nell’omelia ha richiamato la forza sempre attuale della testimonianza francescana. «Il Vangelo come abito e la Parola di Dio come stile di vita», ha affermato il presule, indicando nella figura di Francesco un modello concreto di fede vissuta, capace di tradursi in impegno quotidiano per la costruzione di una società più fraterna.

La reliquia giunta in Calabria è costituita dalla terra prelevata dalla Cappella del Transito, il luogo dove Francesco concluse la sua vita terrena nel 1226, chiedendo di essere deposto «nudo sulla terra nuda». Un segno semplice ma ricco di significato spirituale, che richiama l’abbandono fiducioso del santo nelle mani di Dio.

A guidare il pellegrinaggio nelle diocesi calabresi è la fraternità francescana del convento di Bisignano. «La nostra fraternità – composta da cinque frati insieme a due giovani in discernimento – ha ricevuto il compito di accompagnare questa reliquia nelle diocesi della Calabria», ha spiegato padre Francesco Alfieri, guardiano del convento.

Durante la permanenza a Catanzaro i frati hanno visitato anche i reparti dell’ospedale “Pugliese”, portando la reliquia accanto ai malati e al personale sanitario. «È stata un’esperienza intensa – ha raccontato padre Alfieri – perché questa terra parla di un Dio che non abbandona l’uomo neppure nel momento della sofferenza».

Un momento particolarmente significativo si è vissuto nella Basilica dell’Immacolata, dove molti fedeli si sono fermati in preghiera davanti alla reliquia e numerosi penitenti hanno accostato il sacramento della riconciliazione.

«L’esperienza vissuta è stata molto significativa perché Francesco ha toccato il cuore di Catanzaro», ha dichiarato don Raffaele Zaffino, parroco della Cattedrale e rettore della Basilica dell’Immacolata. «Molti ammalati, incontrando la reliquia, hanno offerto la propria sofferenza al Signore. Francesco continua a parlare al nostro popolo e a indicare una strada di pace e speranza».

Particolarmente incoraggiante è stata anche la partecipazione dei giovani e degli studenti, che hanno preso parte agli incontri dedicati alla figura del santo di Assisi.

Il pellegrinaggio della reliquia proseguirà ora nelle altre diocesi della Calabria, continuando a incontrare comunità parrocchiali, scuole, ospedali e luoghi di sofferenza, nel segno di un messaggio che continua a parlare anche all’uomo di oggi: la pace, la fraternità e la fiducia in Dio che San Francesco ha testimoniato con la sua vita.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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