Nella notte due barconi raggiungono l'isola. Un problema che secondo il premier deve essere condiviso da tutta la Ue. "L'Europa condivida con noi l'accoglienza. Se l'Unione non è una cosa concreta, meglio dividersi" ha detto sabato Berlusconi
Lampedusa, 10 aprile 2011 - Nuovi sbarchi di immigrati si sono verificati nella notte a Lampedusa. Due barconi, uno con 108 persone a bordo, l'altro con 35 passeggeri,[MORE] hanno raggiunto le cose dell'isola. Immigrati che si vanno ad aggiungere ai quelli arrivati venerdì e, soprattutto, sabato. Mentre Silvio Berlusconi parlava a Lampedusa infatti, assicurando che l'isola era stata svuotata, approvada sulla costa un barcone con 244 immigrati. Nella sola giornata di sabato a Lampedusa sono arrivati 650 persone che sommati ai settecento di venerdì fanno 1.500. Ora, però, il sistema dei trasferimenti sembra funzionare e il centro di accoglienza dell'isola, per ora almeno, non sembra mai andare oltre questo limite. Ma lo stesso premier ha dovuto ammettere che il problema a monte, le partenze dal Nord Africa in direzione Lampedusa, non è stato ancora risolto. E che è deve essere risolto a livello europeo. "Si deve fare i conti con la realtà e con il fatto che l'Europa o è qualcosa di vero e di concreto, oppure non è. E allora meglio ritornare a dividerci e ciascuno a inseguire le proprie paure e i propri egoismi" ha detto il presidente del Consiglio, chiedendo una partecipazione più attiva da parte dell'Unione.
Ma il Cavaliere ha mostrato comunque ottimismo in questo senso, anche nei confronti di Francia e Germania. La prima, afferma, alla fine "accetterà” l'accordo: "lo dice il buon senso, visto che l'80% di quelli arrivati vuole andare lì". Dunque "noi possiamo anche tenerli per sei mesi nei Cie e nei Cara, come dice la legge, ma poi possono andare dove vogliono". E anche la cancelliera Merkel "non potrà che convenire sulla necessità di una politica di compartecipazione europea", perché "bisogna fare i conti con la realtà di questo tsunami umano". Parole contro cui però si scaglia l'opposizione. "Il Governo - dice Massimo D'Alema - non ha titolo per rimproverare l'Ue". E Pier Ferdinando Casini aggiunge: "la questione non si risolve con la demagogia".
(Ansa)