Lanciato con successo il progetto alternativo all'inceneritore

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 NAPOLI, 21 DICEMBRE 2013 - Grande successo ha riscosso il progetto – alternativo all’inceneritore - che ieri è stato presentato pubblicamente dalla Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB).

Nella sala “Nugnes” del Consiglio Comunale di Napoli, nel pomeriggio del 19 dicembre 2013 è stata illustrata ampiamente l’ipotesi progettuale di cui si è fatta promotrice la rete associativa che, circa un anno fa, era già riuscita a far approvare dal Consiglio Regionale la sua proposta di legge popolare su “cultura e diffusione dell’energia solare”, l’attuale L.R. n. 1/2013 della Campania. 

Nella sua introduzione all’incontro, Anna Maria Cicellyn Comneno (vice presidente RCCSB) ha spiegato come, dopo la vittoria ottenuta sul terreno dell’approvazione di una norma profondamente alternativa, nata da un movimento dal basso, era necessario adoperarsi perché la Regione ne riconoscesse le enormi potenzialità, applicandola soprattutto nella parte che prevede che i Comuni diventino protagonisti di una pianificazione energetica decentrata.

Una delle Linee Guida proposte per la redazione del Piani Solari Comunali, fra l’altro, prevede che l’energia solare ricavata dai nuovi impianti non occupi neanche un metro di superficie agricola ma utilizzi invece aree degradate del territorio regionale. Di qui la proposta della Rete – che aveva aderito alla manifestazione contro il biocidio di #fiumeinpiena - di realizzare un parco solare a copertura delle famigerate “ecoballe” , trasformate così in “piramidi del sole”.

Entusiasmo per tale idea ha espresso nel suo intervento Elena Coccia (vice presidente del Consiglio Comunale di Napoli) , la quale ha ricordato che l’assemblea cittadina aveva a suo tempo approvato una delibera di unanime sostegno della proposta poi diventata legge regionale, condividendone le finalità. La proposta della Rete va nella direzione di un’alternativa energetica che affronta anche uno degli aspetti più gravi del degrado del territorio, quello delle discariche, abusive e no, che hanno profondamente inquinato il suolo della Campania.

L’illustrazione delle finalità e della filosofia generale del progetto è stata affidata ad Ermete Ferraro (vice presidente RCCSB), il quale ha ricordato le tappe della non facile attuazione di una legge che mette i bisogni della popolazione e le risorse del territorio in stretto rapporto con la produzione di energia pulita e rinnovabile. Questa pianificazione energetica decentrata può così diventare il volano di uno sviluppo alternativo, equo ed ecocompatibile, promuovendo nuova occupazione e ridando dignità a territori degradati, la cui immagine verrebbe finalmente rilanciata e le cui risorse sarebbero pienamente valorizzate.

La presentazione dei dati tecnici dell’ipotesi progettuale è stata poi svolta dai due ‘tecnici’ che hanno valutato il progetto stesso ed i suoi costi e benefici. Gli ingegneri Agapito Di Tommaso e Giuseppe Buono (entrambi membri dell’osservatorio tecnico-giuridico della RCCSB) hanno mostrato in sintesi le caratteristiche della proposta, che prevede la copertura con pannelli fotovoltaici di almeno 800.000 del 1.ooo.000 di mq disponibili dell’area occupata dalle “ecoballe “ di Taverna del Re, per un totale di 120.000 KW installabili e 200.000.000 di KWh producibili annualmente.

Questo enorme risultato è reso ancora più significativo dal fatto che consentirebbe di risparmiare, ogni anno, 35.000 tonnellate di petrolio equivalente (TEP) ed eliminerebbe l’immissione nell’atmosfera di 100.000 tonnellate annue di micidiale anidride carbonica, con effetti estremamente positivi sul piano ambientale. Lo stesso piano economico mostra la vantaggiosità di questa alternativa ad un inceneritore che nessuno vuole, duramente contestato dalla popolazione, che costerebbe ben 200 milioni di euro in più rispetto al parco solare ipotizzato.

E’ intervenuto a questo punto il vice sindaco di Napoli, Tommaso Sodano, che ha espresso apprezzamento e condivisione nei riguardi del progetto, suggerendo di renderlo ancora più forte grazie al confronto con la stessa amministrazione comunale e con le popolazioni locali, per scongiurare la realizzazione dell’inceneritore a Giugliano e ridare vita e dignità a quel territorio.

Sono seguiti poi vari altri interventi, fra cui quello di un’operatrice turistica – Simona Pucciarelli – che ha manifestato entusiastico consenso per un’idea davvero innovativa, che potrebbe contribuire alla valorizzazione della Campania, riscattandone l’immagine pubblica con una realizzazione di altissimo livello. Claudio Pellone, membro della Rete ma anche attivista del movimento campano dei cittadini per un piano alternativo dei rifiuti, si è soffermato sulla valenza alternativa della proposta, che si presenta peraltro aperta ad osservazioni ed integrazioni e costituisce quindi una grande esperienza di programmazione decentrata e dal basso, del tutto opposta alle decisioni verticistiche assunte da istituzioni spesso inerti o inadempienti.
Aldo Pappalepore ha poi aggiunto che questa esperienza di partecipazione deve saldarsi sempre più con le azioni di altri movimenti, come quelli che si battono per i beni comuni, allargando e rinforzando la rete di chi si oppone alle privatizzazioni ed al degrado ambientale.

I cittadini di Giugliano presenti, attivisti del movimento contro il biocidio e l’inceneritore, si sono espressi favorevolmente nei confronti del progetto “dalle ecoballe alle piramidi del sole” ed un loro esponente, Lucio Righetti, ha manifestato interesse per un prossimo incontro pubblico che rilanci il confronto e valuti i vari aspetti dell’alternativa proposta.

Le conclusioni sono state affidate ad Antonio D’Acunto (presidente della RCCSB) che ha raccolto le osservazioni e le proposte emerse dal dibattito ed ha espresso soddisfazione per come sta procedendo il confronto pubblico su un progetto che porrebbe la Campania all’avanguardia sul terreno delle energie rinnovabili, risolvendo anche uno dei gravi problemi legato allo scempio delle risorse ambientali di questa regione.

“Trasformare le “piramidi della spazzatura” in un luogo di produzione di energia pulita e a costo zero alla fonte – ha spiegato D’Acunto – è un’idea eccezionale, che produrrebbe risultati altrettanto eccezionali sul piano dell’occupazione e dello sviluppo ecologicamente compatibile. Impedire che la crisi delle fonti energetiche fossili provochi un assalto selvaggio e speculativo al territorio, tutelandone la biodiversità e la produttività agricola, è un obiettivo che la proposta della Rete considera prioritario e per il quale continuerà a battersi”.

Notizia segnalata dall’ ufficio stampa R.C.C.S.B.

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