DAMASCO, 20 NOVEMBRE 2013 - Oltre un milione di tonnellate di armi chimiche siriane potrebbero finire in mare, se nessun paese è disposto a offrire il proprio suolo, hanno riferito gli osservatori internazionali.
“È una possibilità che si profila già da tempo”, ha confermato il portavoce dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche(OPCW), Christian Chartier, “e finché non verrà presa una decisione, la distruzione delle armi chimiche in mare rimane una possibilità”.
Il Consiglio Esecutivo dell’OPCW ha approvato lo scorso venerdì una tabella di marcia finale per sbarazzarsi dell’arsenale siriano entro la metà del 2014, con un piano sulle modalità di distruzione che verrà approvato il 17 dicembre.
Il programma di distruzione dell’arsenale rientra comunque in un accordo Stati Uniti-Russia, ma, nonostante la volontà di compierlo al di fuori dei confini siriani, nessun paese si è ancora fatto avanti.
Il Belgio e l’Albania si sono opposte fermamente alla possibilità di distruggere l’arsenale sui propri territori. Anche la Norvegia s’è tirata indietro, ma, insieme alla Danimarca, ha offerto navi per il trasporto delle armi dalla Siria. La Francia ha messo a disposizione soltanto la propria competenza.
Foto: internazionale.it
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Dino Buonaiuto