LATINA, 3 GENNAIO 2013 - Quello accaduto nella notte tra l'1 e il 2 gennaio è solo l'ultimo capitolo di una serie di attacchi subiti dal Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino (Latina). Un incendio è stato appiccato alla tensostruttura del Villaggio gestito dall'associazione antimafia Libera, che periodicamente ospita associazioni di volontariato, campi estivi per la formazione di volontari, incontri, dibattiti e iniziative territoriali a sostegno della legalità. La notizia è stata diramata nelle scorse ore dalla stessa associazione, la quale fa sapere che alcuni ignoti hanno dato alle fiamme il tendone provocandone la parziale distruzione, oltre che alcuni danni alle pareti interne della struttura.
L'area di circa quattro ettari sulla quale sorge il Villaggio della Legalità, intitolato oggi alla memoria dell'avvocato Serafino Famà, ucciso dalla mafia nel 1995, è attualmente gestita da Libera e da alcune associazioni locali, cui è stata temporaneamente affidata in seguito alla confisca dei terreni per abuso edilizio. Fino a pochi anni fa, infatti, era sede di un villaggio turistico completamente abusivo, il California Village. Dopo il sequestro, nell'aprile 2011 l'allora commissario straordinario del comune di Latina, Guido Nardone, decise di restituire alla collettività i terreni confiscati, affidandone la gestione a Libera per il recupero e la valorizzazione dell'area.[MORE]
Non è la prima volta che il Villaggio subisce attacchi simili, l'ultimo dei quali è avvenuto solo pochi mesi fa, a novembre dell'anno appena concluso, quando furono distrutte quattro telecamere di videosorveglianza. L'attacco più grave e con danni più ingenti avvenne nell'ottobre del 2011. Erano passati pochi mesi dall'affidamento della gestione dell'area a Libera, quando il Villaggio fu colpito da un raid notturno durante il quale furono distrutti computer, impianti elettrici e apparecchiature varie, mentre le vetrate della struttura furono infrante a picconate.
Quest'ultimo attacco subito nelle scorse ore «è l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti del Villaggio della Legalità - afferma Libera in una nota - un atto vile e grave». «È chiaro il messaggio: con questi continui atti – continua l'associazione - ci hanno detto che qui non ci dobbiamo stare, che la nostra presenza dà fastidio. Un messaggio che non ci intimidisce: nessuno può pensare di incendiare e di fermare l’impegno di recupero, valorizzazione del bene con il protagonismo delle tante realtà associative locali. L’incendio come gli altri attentati ci spronano ad andare avanti con più passione e corresponsabilità».
(foto da Libera)
Serena Casu