"Lavorate a vostro rischio", proposta-choc degli imprenditori emiliani ai loro dipendenti

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Modena, 5 giugno 2012 La solidarietà nei confronti delle popolazioni terremotate dell’Emilia è stata ampia e condivisa, in questi giorni di emergenza e angoscia. Ma oggi è rimbalzata una notizia che a tutto può far pensare, fuorché a una solidarietà nella comune sventura.

La CGIL emiliana ha infatti denunciato alla pubblica opinione un inquietante fenomeno che pare si stia diffondendo tra le imprese emiliane, o almeno tra alcune di esse, animate da una sorta di spirito “pilatesco”. Si tratta di una liberatoria fatta firmare ai dipendenti delle aziende nelle zone terremotate. Il testo sarebbe più o meno questo, come reso noto dal sindacato in un suo comunicato-stampa: «Ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attività, libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile».

C’è da dubitare seriamente della validità ed efficacia di una simile dichiarazione, dal punto di vista giuridico. [MORE]Fatto sta che pare che diversi lavoratori abbiano già firmato questa singolare documento, pur di non aggiungere altri danni economici a quelli fatti dal terremoto.

Le repliche a questa notizia non sono mancate. Sdegno e minaccia di azioni penali da parte di politici e sindacalisti, qualche flebile smentita da parte degli imprenditori accusati. La CGIL ha fatto sapere che di fronte a queste "liberatorie" delle aziende, reagirà segnalandole alla Procura della Repubblica, ribadendo che "la vita dei lavoratori non può essere giocata per una questione di mercato." A giustificazione parziale degli imprenditori sotto accusa, una situazione emergenziale e l’accrescersi di responsabilità e rischi, per chi continua a fare impresa nelle zone colpite dal sisma. Elementi talvolta sufficienti per far “perdere la testa” ( e il buon senso) anche all’imprenditore più avveduto. 

Raffaele Basile

foto tratta dal sito della CGIL



 

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Scritto da Raffaele Basile

Giornalista di InfoOggi

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