ROMA, 05 DICEMBRE 2011- Seguendo la conferenza stampa di ieri sera, in cui il Primo Ministro Monti ha illustrato la nuova Manovra, chiedendoci di chiamarlo "Decreto salva-Italia'' e assistendo alle lacrime del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, di istinto mi sono tornate alla memoria queste parole, "Dico al Parlamento come ho detto ai ministri di questo governo, che non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. [...] Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza. In questo frangente, in questo momento, mi sento in diritto di chiedere l'aiuto di tutti e di dire: "venite dunque, andiamo avanti assieme con le nostre forze unite". Così, Winston Churchill si espresse nel suo celebre discorso alla camera dei comuni il 13 maggio 1940. [MORE]
Nonostante, nelle prime dichiarazioni del suo mandato, Monti avesse specificato che non sarebbe stata una manovra "lacrime e sangue", le misure adottate ieri sera dimostrano il contrario. Come ha specificato il Premier, "La Manovra non solo e' l'unico modo per non far precipitare l'Italia, ma e' anche piu' equa e giusta di quanto non sia stata dipinta perche' non e' di sole tasse e soprattutto non colpisce i soliti noti". Prima di entrare nel merito dei contenuti della Manovra, Monti si è voluto rivolgere direttamente agl'italiani, parlando di "crisi gravissima, della necessità di salvare i sacrifici di almeno quattro generazioni". Il Professore evidenzia che "il debito pubblico, vero fardello che impone la manovra, non e' colpa degli europei ma degli italiani,che non hanno guardato all'interesse delle future generazioni".
A seguito delle espressioni, "Miopia nei confronti delle generazioni future", "equità", "tagli ai costi", ad un certo punto è sembrato quasi di assistere ad una "lezione di economia", con il professore Monti che resta impassibile e illustra con calma tutti i provvedimenti, mentre dall'altra parte ci sono gli alunni (gli italiani) che ascoltano con ansia pensando alla "difficoltà", ai "sacrifici" dell'esame "fondamentale" che sono chiamati ad affrontare, sapendo che non lo possono sostiuire con un altro "facoltativo".
A far aumentare la preoccupazione degli "alunni-italiani", le "lacrime amare" (per alcuni lacrime di coccodrillo) del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che si commuove nel pronunciare la parola ''sacrifici'' mentre spiega uno dei temi più delicati della manovra, il capitolo sulle pensioni. “Commuoviti, ma correggimi", così Monti ha ripreso in mano la situazione, cercando di superare il momento di dedolezza del "ministro-assistente" del Professore, non sapendo che quell'attimo di umanità, a cui non siamo abituati, ci ha fatto sentire per una frazione di secondo, meno "registrazione di cassa" e più "esseri umani"
Tuttavia, sono i freddi numeri e le dinamiche del sitema economico che ci riportano immediatamente alla realtà dei fatti. Secondo i calcoli della Cgia, "L'importo della manovra "salva-Italia" è pari a 30 miliardi di euro lordi. Se a questa cifra si sottraggono i 10 miliardi previsti per lo sviluppo e si rimuovono anche i 4 miliardi destinati al taglio delle agevolazioni nel 2012, l'effetto complessivo della manovra sulle famiglie sarà pari a 16 miliardi di euro. Pertanto, questa entità è previsto che incida mediamente su ciascuno dei 25 milioni di nuclei familiari italiani per un importo pari a 635 euro nel triennio 2012-2014. Se a questa misura si aggiungono gli effetti delle manovre d'estate stilate dal Governo Berlusconi, il carico complessivo sulle famiglie salirà a 6.402 euro".
Come ha sottolineato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, "Complessivamente queste 3 manovre avranno un effetto complessivo nel quadriennio 2011-2014 pari a 161,1 miliardi di euro. Una vera e propria stangata che, probabilmente, riuscirà a far quadrare i conti ma rischia di mettere in ginocchio l'economia del Paese".
Così, come avviene a lezione mentre si ascolta il docente, cominciano a sorgere i dubbi, una sorta di flashback di nozioni assortite (ad esempio, premettendo che il premio Nobel per l'economia, Joseph E. Stiglitz, l'ha definita nel suo libro "I ruggenti anni Novanta", "una teoria scarabocchiata su un foglio di carta", per evidenziare il fallimento della sua adozione, mi è tornato alla mente il grafico della curva di Laffer di Reaganiana memoria, cavallo di battaglia della supply side economics, che pone in relazione il gettito fiscale e aliquota e stabilirebbe che esiste un’aliquota ottimale che massimizza il gettito, oltre la quale il gettito diminuisce a causa dell’evasione fiscale), che riconducono ad una espressione: Recessione.
"La spirale di aumenti di aliquote, recessione, riduzione di gettito, tende a creare un circolo vizioso in cui l’economia si avvita in una recessione sempre più grave. Quella di cui leggiamo è una manovra fatta per tre quarti di maggiori tasse e solo per un quarto di minori spese. Il peso delle imposte in Italia è sopra la media europea (già elevata)". Così si legge in un editoriale del Corriere della sera a firma di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, "Caro presidente no, così non va", in cui gli autori in maniera dura, concludono, "Il mondo ci sta guardando: non è più tempo dipassi felpati. Ci vuole una risposta nuova, oseremmo dire rivoluzionaria".
Questa volta ci vorrà molto più di "un poco di zucchero" affinchè l'amara medicina vada giù.
(Fonti: Ansa, Adnkronos, Corriere della Sera)
Rosy Merola
(Nel Video, il ministro del Lavoro in lacrime)