CROTONE 5 OTTOBRE 2011 "L'Italia non crescerà se non tutta insieme, dal Nord al Sud, se non metterà a frutto le risorse e le potenzialità della nostra gente". Questo il messaggio con cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lasciato Napoli al termine della visita di due giorni.[MORE]
"Un'Italia divisa in sette piccoli Stati sarebbe rimasta ai margini del mondo moderno e fuori dall'Europa" è la risposta di Giorgio Napolitano alla richiesta della Lega Nord di secessione, istanza solo proclamata in quanto fa parte della strategia adottata da molti regimi di creare falsi miti a cui legare l’interesse generale, ma figuriamoci se la Lega ha intenzione di lasciare andare davvero la colonia che il nord si è costruita in 150 anni.
Uno studio dell’economista Paolo Savona ha evidenziato che su 72 miliardi l’anno di spesa fatta dai cittadini del Sud, ben 63 sono di beni e servizi prodotti al Nord. Solo una parte dei restanti 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di spese estere. Ufficiale è il fatto che la bilancia commerciale delle Regioni settentrionali sia positiva verso il sud Italia e negativa verso l’estero – fatta eccezione per il Veneto – che ha entrambe le voci positive. Questo cosa vuol dire? Che le Regioni del sud Italia sono il mercato di riferimento delle aziende del nord, le quali senza la nostra quota di consumi, sarebbero in passivo e destinate al fallimento.
"Si impreca molto contro la politica, ma attenzione: la politica siamo tutti noi.”, così Napolitano, ed infatti ha ragione, molti di noi si impegnano nel proprio piccolo per l’affermazione dei diritti ma i cittadini sono sempre più senza voce ed i portafogli di chi fa politica contro il popolo sono sempre più gonfi.
La verità detta a metà ha un piede nella bugia, dire che l’Italia deve crescere tutta insieme è una parte, l’altra parte comprende la verità sepolta da 150 anni e la richiesta di riequilibrio infrastrutturale e socio economico.
Se magari si sforzasse di chiedere scusa al Sud. Che vergogna che un presidente della Repubblica e per giunta Napoletano non faccia accenno ad alcun elemento che favorisca il riemergere della verità sulla colonia Sud a cui seguirebbe la rinascita, prima dell'orgoglio e poi dell'economia della colonia del nord. Con l’ulteriore risultato di contribuire davvero con la dichiarazione della verità, quale elemento ri-fondante o, meglio ri-sorgente della nazione, a rafforzare il senso di identità nazionale di un popolo in perenne confusione.
Natale Cuzzola