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Le Piccole Dolomiti vicentine lanciano un turismo lento e responsabile

Le Piccole Dolomiti vicentine lanciano un turismo lento e responsabile
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SCHIO, 7 GIUGNO 2018 -  Il turismo si avvia vero forme di fruizione ben più sostenibile di quanto non sia avvenuto in passato. Grazie alla nuova visione del viaggiare, più rispettosa del territorio e della storia e tradizioni locali, vi sarà spazio per zone un tempo poste ai margini dei flussi turistici, ma non meno interessanti. E’ il caso della campagna vicentina tra Vicenza e le Piccole Dolomiti. In questa zona è stato creato un marchio a riconoscimento di un intero territorio: Agritour.

Un’iniziativa che pone in sinergia tra loro capacità, tradizioni, eventi, enogastronomia ed imprese, condividendo i valori specifici di questa terra.

Proprio nei giorni scorsi, è stato presentato in conferenza stampa presso il Municipio di Schio un progetto di viaggio lento che sarà possibile intraprendere da quelle parti, denominato “L'Agritour tra le malghe delle Piccole Dolomiti Vicentine” un trekking che si svolgerà dal 5 al 9 settembre 2018 a cura della Cooperativa di Guide Ambientali “Walden viaggi a piedi”.

Un viaggio lento e consapevole che il Comune di Schio ha scelto di finanziare in parte, per dare la possibilità a quanti vogliano parteciparvi, di poterlo fare a un costo accessibile. Il trekking partirà e si concluderà a Schio, toccando la prima linea del fronte della Prima Guerra Mondiale, incontrando i protagonisti delle malghe attive e conoscendo un'area plasmata dalla natura, dall'agricoltura e dalla storia.

Il Sindaco Orsi ha evidenziato come “la positività è contagiosa, ci sono tutte le prospettive perché questo e altri percorsi nascenti (Romea Strata, Alta Via della Grande Guerra) si intersechino in felici combinazioni tali da far crescere l'attrattività dei nostri luoghi”. Attrattività, un termine che ben sintetizza come anche attraverso la bellezza dei luoghi ed un loro “uso” attento e consapevole possa darsi luogo ad attività economicamente vantaggiose per gli operatori locali.

Raffaele Basile 

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