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Le rivelazioni di Papa Francesco: "Andavo da una psicoanalista"

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ROMA, 1 SETTEMBRE - Papa Francesco ha rivelato di aver trascorso del tempo da una psicoanalista. Le rivelazioni del Pontefice si aggiungono alle confessioni sui temi più scottanti di oggi, dai migranti allo ‘stato di salute’ dell’Europa.

All’epoca dei fatti il Papa aveva 42 anni, e fu incaricato di dirigere la compagnia di Gesù in Argentina sei mesi prima. Le difficoltà di quel momento erano note, con un clima molto pesante per via del regime militare: «Ad un certo momento ho sentito il bisogno di consultare una analista» - ha ammesso il Pontefice. «Una psicanalista ebrea. Durante sei mesi sono andato nel suo studio una volta la settimana per schiarirmi alcune cose. E’ stata una professionista valida, molto professionale come medico e come psicoanalista, sempre rimasta al suo posto» - ha concluso.

La confessione del Papa, appare tra i dialoghi di un libro-intervista in uscita a breve di un noto politologo francese, Dominique Wolton, già autori di saggi di comunicazione. Wolton sarebbe volato ben 12 volte in due anni assieme ad un sacerdote francese, che ha fatto da interprete a Bergoglio, dato che quest’ultimo non conosce la lingua francese. Da qui dunque le confessioni, venute alla luce anche grazie all’apprezzamento del Pontefice per una vecchia opera di Wolton dedicata al cardinale Lustiger.

Si tratta di una conversazione intensa e senza precedenti, tesa a toccare anche l’attualità ed anticipata quasi integralmente da Le Figaro. Tanti i temi affrontati: dalla sua visione del mondo, sino alla politica, all’Islam, e ad un passato caratterizzato anche da nodi personali. Come l’ammissione delle cure dalla psicanalista ebrea, all’interno della quale non è tuttavia chiarita la ragione della scelta di Bergoglio, né i problemi che lo stesso era chiamato ad affrontare.

L’unica precisazione di Bergoglio concerne il beneficio ottenuto dal trattamento: «Quando questa psicoanalista fu sul punto di morire, mi mandò a chiamare» - racconta Francesco. «Naturalmente non per avere dei sacramenti, poiché era di fede ebraica, ma per un dialogo spirituale». La rivelazione di Francesco rievoca il contraddittorio rapporto tra Chiesa e psicoanalisi: solo nel 1961 l’ex Sant’uffizio vietava ai preti di ricorrere all’analisi, forse per la tendenza di quest’ultima a rovesciare la riflessione cattolica nella psiche umana. Ad oggi i tempi sembrano cambiati, e tale contraddizione non sembra più tabù, con le rivelazioni aperte di Papa Francesco e con i richiami di Giovanni Paolo II a Freud, all’interno dell’udienza generale e di documenti pontifici.

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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