La seconda sessione di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin ha regalato emozioni forti e conferme importanti. Charles Leclerc si è dimostrato ancora una volta il più veloce in pista, chiudendo con il tempo di 1:35.291 e replicando il primato già ottenuto nella prima tornata. Alle sue spalle, a soli 42 millesimi, il sorprendente Kimi Antonelli su Mercedes, leader del campionato, che sta dimostrando una crescita costante e una maturità da veterano. Terzo gradino virtuale per la Red Bull di Max Verstappen (1:35.400), mentre l'altra Ferrari di Lewis Hamilton si è piazzata quarta con 1:35.906.
Hamilton e il futuro della F1 in Africa
Prima di scendere in pista, Lewis Hamilton ha affrontato un tema che gli sta particolarmente a cuore: il possibile arrivo del Circus in Ruanda all'inizio del prossimo decennio. Il britannico ha dichiarato: "Ora sarò costretto a restare molto più a lungo, perché avremo una gara in Africa. Il mio sogno è poter correre lì". Il sette volte campione del mondo, 41 anni, ha poi scherzato sul fatto che se il debutto avvenisse nel 2030 ne avrebbe 45, proprio come Fernando Alonso, che ha appena confermato la sua permanenza in F1 per un'altra stagione.
Il progetto del circuito di Bugesera, a circa 40 chilometri da Kigali, è stato recentemente confermato e sostenuto dal marchio Visit Rwanda, ma non è ancora stata fissata una data ufficiale per il debutto. Hamilton ha più volte auspicato il ritorno del Mondiale in Africa, sottolineando l'importanza di non ignorare le criticità del continente e di promuovere la conoscenza delle sue culture. Tuttavia, l'iniziativa è contestata da Amnesty International, che accusa la F1 di contribuire allo "sportswashing" del governo ruandese, criticandone il bilancio sui diritti umani e le presunte responsabilità nel conflitto nella Repubblica Democratica del Congo. Kigali nega un coinvolgimento diretto nel sostegno ai ribelli dell'M23.
L'impegno civile di Hamilton
Hamilton non si è limitato a parlare di motori. Ha affrontato anche il tema della guerra in Medio Oriente, affermando: "Bene un GP in Africa, ma dobbiamo spingere per una Palestina libera". Il pilota della Ferrari, il cui contratto con la scuderia di Maranello dovrebbe scadere alla fine del 2027, ha aggiunto: "Se riuscirò ancora a ottenere buoni risultati nel prossimo anno, continueremo così". La sua lotta per riportare il Mondiale in Africa è di lunga data e ha invitato a non trascurare ciò che accade nel continente, chiedendo pace per Congo, Sudan, Siria e Palestina.
Leclerc e Antonelli in evidenza
La giornata texana ha visto ancora una volta Charles Leclerc protagonista assoluto. Il monegasco ha piazzato la sua Ferrari davanti a tutti, confermando il buon feeling con la SF-24. Alle sue spalle, Kimi Antonelli si è dimostrato una vera rivelazione: il giovane pilota italiano, al debutto in Mercedes, ha chiuso a soli 42 millesimi dalla vetta, mettendo in mostra un talento cristallino e una notevole capacità di adattamento. Max Verstappen, leader della classifica iridata, ha chiuso terzo, mentre Lewis Hamilton si è dovuto accontentare della quarta posizione, ma con un passo gara che sembra promettente in vista delle qualifiche e della corsa.
La sessione ha quindi offerto spunti interessanti sia dal punto di vista tecnico che umano, con i piloti sempre più coinvolti in tematiche sociali e globali. Il weekend americano si preannuncia ricco di colpi di scena, con la Ferrari e la Mercedes pronte a dare battaglia alla Red Bull.