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Tensione tra Turchia e Germania, Merkel: basta paragoni con metodi nazisti

Tensione tra Turchia e Germania, Merkel: basta paragoni con metodi nazisti
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AMBURGO, 20 MARZO – I paragoni con i metodi nazisti "devono cessare senza se e senza ma", ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel, ad Amburgo.

Tale comparazione è stata posta in essere da alcuni dirigenti del governo turco, riguardo alla ipotetica decisione che potrebbe prendere il governo tedesco di vietare l’ingresso ai politici turchi. La cancelliera ha poi spiegato che il governo "si riserva il diritto di riesaminare le autorizzazioni concesse fino a oggi per la partecipazione ai comizi elettorali". Il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, in accordo con il governo tedesco, ha ribadito: "Siamo tolleranti, ma non siamo degli stupidi. Questa è la ragione per cui ho fatto sapere molto chiaramente al mio omologo turco che il limite è stato superato". Queste dichiarazioni sono avvenute a seguito delle nuove affermazioni di Erdogan durante un suo intervento, tenutosi ad Istanbul nella giornata di ieri, in cui aveva calunniato ancora una volta la cancelliera Merkel rea, a suo avviso, di sostenere i terroristi. Erdogan riferendosi, poi, al caso del giornalista turco-tedesco della testata giornalistica Die Welt, in carcere in Turchia, ha detto riferendosi alla Merkel: "Grazie a Dio è stato arrestato e tu ci stai chiedendo indietro un agente terrorista".

Sempre nella giornata di ieri Ankara ha convocato l'ambasciatore tedesco in Turchia in merito alla manifestazione di 30mila curdi a Francoforte, per dire no al referendum costituzionale, in cui sono state sventolate bandiere del Pkk, partito dei lavoratori del Kurdistan, gruppo politico ed organizzazione paramilitare, sostenuto delle masse popolari del sud-est della Turchia, zona popolata prevalentemente da persone di etnia curda, ma attivo anche nel Kurdistan iracheno. In Turchia il partito dei lavoratori è stato dichiarato illegale, nonché definito dal governo di Ankara "gruppo terrorista separatista".

La disputa tra i due paesi è nata in vista del referendum turco del 16 aprile. La chiamata alle urne, con eventuale esito positivo, porterebbe ad una modifica della costituzione turca, con la transazione da una democrazia parlamentare al presidenzialismo, conferendo ad Erdogan anche la carica di capo dell'esecutivo, legittimato a nominare ministri, emanare decreti. Il presidente avrebbe, inoltre, il potere di sciogliere il parlamento e dichiarare lo stato d'emergenza.

Il governo turco per cercare di ottenere il maggior numero dei consensi tra i residenti all’estero aveva organizzato alcuni comizi in altri Paesi europei. La Germania aveva, però, deciso di cancellare alcuni di questi eventi scatenando l’ira Ankara: “La Germania continua a praticare il nazismo, non fa parlare i nostri amici”

 

immagine da: secoloditalia.it

Caterina Apicella

Caterina Apicella

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