Letterature, follie, utopie, Lulù illumina la notte di Girifalco

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Catanzaro, 5 Agosto - Lulù ha predisposto tutto nei minimi dettagli. La pioggia nel pomeriggio affinché rinfrescasse tutta la serata. Il cielo terso la sera dal quale potersi affacciare con due occhi luminosi fatti di stelle ed un sorriso raggiante a mo' di mezza luna calante. Lulù è felice, sono tantissimi i suoi amici accorsi per rendergli omaggio e lui gli ha riservato il posto più caro, il cortile di casa sua, quel luogo che lo ha visto gioire e soffrire, come testimoniano l'edera e la pale di fico d'india che adornano il muro del palcoscenico. Da coloro che l'hanno amato per le vie di Girifalco a quelli che lo hanno fatto attraverso le pagine di Domenico Dara, dalla Calabria e da tutto il resto d'Italia, giovani e meno giovani, donne e uomini, a piedi, in macchina o addirittura in pullman, un popolo bello, gaio che si emoziona e fa emozionare. E' felice Lulù e il pubblico lo percepisce subito. E' felice il pubblico e Lulù lo ammira dall'alto, anche se c'è un piccolissimo ritardo per l'inizio della festa, è tutto un pullulare di baci, abbracci, strette di mani. Se non ci si conosce già si fa subito amicizia. Sono felici gli artisti e gli autori che per l'occasione doneranno a lui ed al suo pubblico una loro piccola opera inedita, nonostante quelli siano momenti in cui la tensione solitamente sale, sul loro volto c'è gioia e gratitudine. Sono felici i tecnici che possono dare, finalmente, l'ok per l'inizio della festa, lo sono anche le autorità presenti ma, finalmente, lo è anche Domenico Dara che, fino a quel momento, è andato su e giù affinché tutto funzionasse nel modo migliore, perché Lulù lo merita.
La festa comincia. Lulù è poesia, di quella che scoppia nel cuore e investe violentemente chi lo incontra, e allora come non cominciare con il 'Repentismo Cutise' di Daniel Cundari, l'impatto emotivo è fortissimo, i suoi versi risuonano altissimi in cielo, il pubblico, folgorato, regala il primo di una serie infinita di fragorosi applausi.
Lulù è musica, è un suonatore di foglie, e Sasà Calabrese, Cataldo Perri, Carmine Torchia e Marcello Barillà hanno fatto venire la pelle d'oca con i loro omaggi. Sasà Calabrese ha regalato l'unica canzone scritta nell'idioma di Lulù, il calabrese, del suo nuovo album che uscirà nei prossimi giorni. Una canzone d'amore, l'amore ai tempi dei nostri nonni. Cataldo Perri gli ha dedicato il 'Canto di Lulù', che ' è fatto con le foglie, sa di rosmarino e odora di trifoglio. Brilla su nel cielo e reclama solo amore.' Marcello Barillà ha voluto omaggiare la solitudine che Lulù ha vissuto con un suo inedito, Fatti i fatti tuoi, ispirato da un giovane che se ne stava da solo seduto sui gradini di un vicolo angusto del centro storico di Catanzaro. Carmine Torchia, evidentemente emozionato, ha cantato il suo Lulù, meraviglioso e poetico, ispirato dalla lettura di 'Appunti di meccanica celeste'.

Lulù è un'anima candida, è sincero, leale, trasparente e, proprio per rimarcarlo, Gioacchino Criaco gli ha contrapposto, attraverso un racconto che ha ammaliato i presenti, la figura di due loschi boss dell'Aspromonte nell'unica volta che hanno avuto paura nella loro vita. 'Due pezzi di merda che hanno venduto la loro terra e la loro gente per un tozzo di pane e un po' di potere'.
Lulù è un angelo e non sa cosa sia il male ed Ettore Castagna, con un racconto affidato a Carmine Torchia, gli ricorda che il diavolo, il signore delle tenebre, non significa niente, è l'uomo che fa il male, che sceglie di farlo. Meglio accendere la luce, pregare gli angeli e poi ringraziarli, cercare di avere un cuore di mirto e di alloro, lucente e rimanere quello che siamo, viandanti soli.
Ma Lulù è anche follia, e Domenico Dara, il suo amico più caro, gli dedica un racconto scritto nell'isola di Procida e dedicato ad un isolano che gli altri abitanti definivano pazzo. Un uomo che del cuore è analfabeta e, dopo aver cercato per una vita la donna che amava, l'ha lasciata andare perché 'se è vero che le cose e gli uomini ci appartengono, alla fine ritornano da noi'. Lui è Girone, ma voi chiamatelo Marea.
Valerio De Nardo dei Lou Palanca ha letto la lettera di un ipotetico ospite dell'ex Manicomio di Girifalco indirizzata al 'Gentile dottor Basaglia', psichiatra promotore della riforma psichiatrica in Italia. Un omaggio a quanti, come Lulù, hanno dovuto patire le sofferenze della vita in manicomio, in particolare a Lorenzo Calogero, che da poeta finì pazzo, ricoverato a Catanzaro in Villa Nuccia dove scriveva 'E quando spira vento autunnale sono vento anch'io'. Un omaggio, però, anche alla letteratura calabrese con l'inserimento nel testo di alcuni dei titoli delle pubblicazioni più importanti di questo periodo.
Lulù sarà stato sicuramente tante volte angosciato e allora Gianluca Pitari ha emozionato interpretando intensamente un suo testo dedicato a tutti gli afflitti, anche perché, ha ricordato, Venedict Erofeev diceva 'Impara ad affliggerti che a godersela anche i coglioni sono capaci'.
Chissà se Lulù il 27 Giugno 1971 ha festeggiato. Tutta la Calabria era in festa perché per la prima volta aveva conquistato la serie A con la promozione del Catanzaro. Olimpio Talarico ha scelto di entusiasmare Lulù e i suoi amici con un appassionante racconto, che unisce Girifalco alla sua Caccuri, in cui si evince quanto questo evento fu sentito nella cittadina crotonese. Nel racconto a Caccuri si organizzavano i pullman per raggiungere lo stadio di Catanzaro, ieri si è organizzato un pullman per raggiungere Girifalco, miracoli dell'Accademia dei Caccuriani.

Non sono mancati momenti di riflessione, tra questi un dialogo tra un sincero democratico ed un populista inconsapevole interpretati da Danilo Chirico e Carmine Torchia dal titolo 'L'importante non è la caduta ma l'atterraggio'. Un dialogo divertente ma provocatorio che ha fatto riflettere sul nostro atteggiamento nei confronti degli extracomunitari.
A Girifalco, nel cortile del Complesso Monumentale, ex Manicomio, ieri si è scritta una pagina importante della storia calabrese. La Calabria è eccitata da un fermento artistico e culturale senza precedenti. La contaminazione tra i vari generi e lo spirito di collaborazione dei protagonisti fa si che questa conquista produca frutti qualitativi sempre maggiori, infondendo fiducia a tutti, perché a tutti è chiaro che l'unica via d'uscita che questa regione ha passa attraverso una rivoluzione culturale. Girifalco ieri ci ha detto che c'è un'altra Calabria, viva, forte, talentuosa. Sta a noi sostenerla, stimolarla. Certo vi era presente una piccola parte di questo fermento, al momento non era possibile fare di più. Speriamo che questo evento, frutto del cuore e della testa di Domenico Dara e dei suoi amici più cari, possa diventare un appuntamento fisso, sempre più grande. Grazie a Lulù, i suoi sacrifici non sono stati vani.

Saverio Fontana