Dopo mesi dominati da proteste da parte di governi e associazioni occidentali, i media di Pechino annunciano in giornata la liberazione su cauzione dell’artista cinese Ai Weiwei, il celebre architetto dello stadio a “nido di uccello” che aveva ospitato le scorse Olimpiadi.[MORE]
L’agenzia Nuova Cina sostiene che il detenuto sarebbe stato liberato per buona condotta, dopo aver confessato tutti i suoi crimini e dichiarato di ripagare le tasse che secondo le accuse che lo hanno portato in carcere avrebbe evaso. Fonti vicine alla polizia pechinese, affermano che Weiwei si troverebbe in cattive condizioni di salute, situazione che avrebbe accelerato le pratiche di scarcerazione.
Manca ancora la conferma degli avvocati e della famiglia, ma sembra che la vicenda dell’artista, arrestato in semiclandestinità e recluso per mesi in una località segreta, sia finalmente finita. Weiwei si era distinto spesso con lavori dal sapore di denuncia, non ultima l’installazione “Remembering”, che nel 2009 aveva commemorato la morte dei bambini rimasti uccisi nel terremoto del Sichuan dominando con il simbolo di novemila zainetti colorati la facciata anteriore della Haus der Kunst di Monaco.
Nel 2008, la firma dell’artista figurava tra quelle dei sottoscrittori della Charta 2008, un manifesto per i diritti umani, azione che aveva aggravato la sua posizione nei confronti del governo cinese.
Simona Peluso