Quando il giornalismo sportivo diventa una questione civile
Non è una puntata di calcio, né una polemica sterile. È una presa di posizione netta su libertà di stampa, informazione indipendente e responsabilità giornalistica. Francesca Mirabelli, nuovo editore di Lupi Si Nasce, rompe il silenzio e racconta pubblicamente una storia lunga dieci anni, fatta di lavoro, formazione, pressioni e scelte coerenti, spesso scomode.
Il ruolo dell’editore: garantire indipendenza, non orientare le opinioni
«Il compito di un editore non è dire ai giornalisti cosa pensare o cosa scrivere».
Il ruolo di chi guida un progetto editoriale è un altro: tutelare l’autonomia della redazione, garantire che il lavoro giornalistico possa svolgersi senza pressioni, intimidazioni o condizionamenti.
È da questo principio che nasce la scelta di dedicare una puntata non al calcio giocato, ma ai valori che dovrebbero sorreggere ogni informazione sana: verità, pluralismo e libertà di dissentire.
Lupi Si Nasce: dieci anni di informazione sportiva libera e territoriale
Il progetto Lupi Si Nasce nasce dieci anni fa all’interno di Cosenza Post (Viral MKT) con un obiettivo chiaro: dare voce ai tifosi del Cosenza Calcio in modo diretto, libero e territoriale.
Ma sin dall’inizio, l’idea è stata più ampia: costruire un laboratorio di divulgazione sportiva, aperto ai giovani e alle nuove forme di comunicazione.
Streaming, social network, nuove piattaforme digitali: ogni innovazione è stata un’occasione di crescita e condivisione, mai di chiusura.
Numeri e format: quando l’informazione è lavoro, non improvvisazione
In dieci anni, Lupi Si Nasce ha prodotto:
- 380 trasmissioni da circa 45 minuti ciascuna
- Migliaia di ore di dirette, approfondimenti e reportage
- Format diventati un riferimento nazionale come:
- Parola ai tifosi
- Microfono aperto fuori dallo stadio
- Terzo Tempo
- RossoBlù
- Quiz e speciali sulla storia del Cosenza Calcio
Dietro ogni contenuto, un lavoro costante di verifica delle fonti, ricerca e responsabilità. Questo è giornalismo sportivo, non improvvisazione.
Una vera palestra di formazione per giovani giornalisti
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la formazione dei giovani.
Lupi Si Nasce è stata una palestra professionale reale, non simbolica:
- Tutti i collaboratori sono stati retribuiti
- Nessuno ha lavorato gratuitamente
- Nessun finanziamento esterno o supporto societario
Tra i nomi cresciuti all’interno del progetto figurano professionisti oggi affermati come Eleonora Cristiani, oltre a giornalisti che hanno poi conseguito il tesserino come Daniele Cianflone, Giorgio Giorno, Martina Milia e Valentina Mitidieri.
Percorsi diversi, ma un’origine comune: opportunità concrete, non slogan.
Pressioni, limitazioni e silenzi: una storia mai strumentalizzata
Per anni il rapporto con la società è stato complesso e difficile.
Accessi limitati, interviste controllate, pressioni indirette sul lavoro giornalistico. Situazioni vissute come condizionamenti indebiti, ma mai trasformate in battaglie pubbliche.
La scelta è sempre stata una: informare i tifosi, anche a costo di lavorare il doppio, cercare fonti alternative e verificare ancora di più.
Delegittimazione e intimidazioni: quando il dissenso supera il limite
Negli ultimi tempi, secondo quanto raccontato dall’editore, Lupi Si Nasce è stata oggetto di una campagna di delegittimazione.
Minacce verbali, slogan denigratori, intimidazioni che hanno avuto conseguenze reali: alcuni giovani collaboratori hanno lasciato il progetto per paura del clima creato attorno alla redazione.
Questo non è dissenso.
Questo è un problema di libertà di stampa.
Informare non significa tifare: il cambiamento del clima mediatico
Oggi il rapporto tra società e stampa è migliorato, con maggiore accesso e disponibilità. Raccontare i fatti, però, ha portato qualcuno ad accusare la redazione di essere “allineata”.
Un’accusa respinta con forza:
raccontare i fatti non significa difendere qualcuno, ma svolgere correttamente il proprio mestiere.
Sciopero o serrata dell’informazione? La posizione di Lupi Si Nasce
Tema centrale è quello della cosiddetta “protesta della stampa”.
La posizione è chiara:
- Lo sciopero è un diritto, regolato e dichiarato
- La rinuncia alle fonti e alle conferenze stampa non è sciopero
- Continuare a commentare senza ascoltare le fonti non è giornalismo
Per questo Lupi Si Nasce ha scelto di non aderire, non per opportunismo, ma per coerenza professionale.
Il confronto con Mario Adinolfi: “Siate lupi, non vi silenziate”
Nel corso della puntata interviene anche Mario Adinolfi, giornalista, che esprime solidarietà al progetto:
«Non bisogna mai dare la vinta a chi prova a tapparci la bocca.
La libertà di stampa è raccontare tutto, soprattutto quando qualcuno non vuole che lo si faccia».
Un invito chiaro a non arretrare, a continuare a raccontare Cosenza, il calcio, la città e il contesto che ruota attorno allo sport.
Perché fermarsi per parlare di sé
La sospensione temporanea del racconto sportivo nasce da una necessità: proteggere i giovani, ristabilire un clima di serenità e riportare l’attenzione su un tema che va oltre il calcio.
Lupi Si Nasce non è nata per essere comoda.
È nata per raccontare, formare e dare voce.
Libertà di stampa: serve quando non conviene
La libertà di informazione non è utile quando tutti sono d’accordo.
Serve quando qualcuno sceglie di restare libero, anche pagando un prezzo.
Ed è da qui che Lupi Si Nasce riparte.