MADRID - Finalmente la tanto sospirata finale di coppa dei Campioni è alle porte. Stavolta sarà l’Inter a contendersela con la squadra tedesca del Bayern di Monaco. E’ da troppo tempo che i tifosi interisti attendevano e sognavano questo momento…
Ultima seduta di allenamento “casalingo” ieri alla Pinetina di Appiano Gentile, affollata dai tifosi nerazzurri che volevano salutare la squadra e convincere in tutti i modi Mourinho a non andarsene.
[MORE]A fine allenamento quando i tifosi erano qualche centinaio, la macchina di Mourinho faceva fatica a farsi spazio tra le due ali di folla: cori, richieste di non andarsene da Milano, striscioni, applausi e tanti “Mou portaci la coppa a Milano!”.
Alle 21.00 partenza dalla Malpensa alla volta di Madrid.
Circa un’ora e trenta di volo e l’Inter sbarca in terra madrilena. Stavolta la nube vulcanica non ci mette lo zampino.
Secondo alcune indiscrezioni pare che durante il viaggio ed al momento dell’arrivo a Madrid si sia percepita nei ragazzi una grande concentrazione, ma anche entusiasmo, convinzione e voglia di far bene.
Alcuni tifosi erano già presenti allo scalo spagnolo, pronti ad accogliere la squadra con cori ed urla di gioia. Mourinho ha rilasciato una rapida dichiarazione: “Spero che i tifosi del Real Madrid tifino per l'Inter nella finale di sabato”.
La giornata di oggi prevede una seduta di allenamento alle ore 17.00 al centro sportivo “Ciudàd Real Madrid”, assolutamente chiusa a stampa e pubblico, in cui Josè Mourinho potrà provare i suoi schemi veri in vista della finale.
Nessun problema per Balotelli, che l’altro ieri, in allenamento era uscito dal campo zoppicando.
Venerdì l'allenamento sarà invece aperto a tutti, e dunque Josè Mourinho sarà impossibilitato, per evidenti motivi tattici, a svolgere una regolare seduta di preparazione.
Intanto allo stadio Santiago Bernabeu tutto è pronto per la grande serata; è lo stesso stadio che vide trionfare l’Italia nella finale mondiale dell’82. Speriamo che questo sia di buon auspicio per i nerazzurri e ci auguriamo di sentire il cronista italiano, come in quella magica notte, con voce concitata e rotta dall’emozione, gridare a gran voce: Campioni d’Europa! Campioni d’Europa! Campioni d’Europa!