Economia

Il ministro Urso chiede ai benzinai di revocare lo sciopero. Automobilisti pronti alla contro-manifestazione

In base ai dati statistici del Ministero dello Sviluppo Economico, il prezzo della benzina in Italia è stato in costante aumento negli ultimi anni, con un incremento del 7,5% nel 2020 e del 3,8% nel 2019. Questo ha portato i gestori dei distributori di carburante a indire uno sciopero per protestare contro il caro carburanti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiesto alle associazioni di categoria dei gestori di revocare lo sciopero, sottolineando che si tratta di "una decisione che danneggia i cittadini". Tuttavia, lo sciopero è stato confermato per il 25 e 26 gennaio, con i presidenti di Faib, Fegica e Figisc/Anisa che hanno risposto al ministro sostenendo che le sue dichiarazioni rischiano di chiudere ogni possibilità di concludere positivamente la vertenza in atto. Assoutenti, un'associazione di consumatori, ha annunciato mobilitazioni contro i gestori e appoggia il ministro, affermando che "non ci sono più motivi per la serrata".

Inoltre, i gestori hanno chiesto che non vengano imposti nuovi adempimenti e sanzioni a carico dei gestori e hanno evidenziato di aver offerto trasparenza in tutti i modi. Assoutenti ha dichiarato che i gestori dovrebbero evitare di fare ricorso allo sciopero, poiché ci sono altre forme di protesta che possono essere utilizzate per far sentire la loro voce e trovare una soluzione alla vertenza. Nel frattempo, gli automobilisti si preparano alla possibilità di un controsciopero per protestare contro i gestori.

In generale, la situazione appare complessa e delicata, con le diverse parti coinvolte che hanno posizioni differenti e non sembrano trovare un accordo. I gestori sostengono di aver già offerto trasparenza e di non voler accettare ulteriori adempimenti e sanzioni, mentre il ministro Urso insiste sulla necessità di un riordino del settore e chiede la revoca dello sciopero per evitare danni ai cittadini. Assoutenti, dal canto suo, sostiene la posizione del ministro e annuncia mobilitazioni contro i gestori. Gli automobilisti, infine, si preparano alla possibilità di un controsciopero.

Inoltre, va sottolineato che lo sciopero dei benzinai non solo ha un impatto immediato sui consumatori, ma anche sull'economia del paese, poiché i rincari dei carburanti possono avere un effetto domino sui prezzi dei beni e sui costi delle attività produttive. È importante che le parti coinvolte trovino un accordo e una soluzione che soddisfi tutte le esigenze, ma anche che non causi danni eccessivi all'economia e ai cittadini.