Luciano Calì critica duramente la scelta dell'ASL Toscana Sud Est: "Comitati di Partecipazione e cittadinanza non coinvolti nella riorganizzazione della chirurgia"

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«Non è accettabile la modalità con la quale è stata assunta la decisione da parte della ASL Toscana Sud Est rispetto alla delicata riorganizzazione della chirurgia tra i presidi ospedalieri attivi in provincia di Grosseto, come non può essere accettabile venire a conoscenza di informazioni cruciali per la salute e la vita quotidiana della popolazione maremmana ed amiatina attraverso gli organi di informazione – spiega nel suo intervento Luciano Gianluca Calì, Coordinatore del Comitato di Partecipazione della Società della Salute dell'Amiata, Colline metallifere e Area Grossetana – non posso che confermare la netta contrarietà anche nella mia veste di componente del Comitato di Partecipazione Aziendale della ASL Toscana Sud Est e componente del Consiglio dei Cittadini per la salute della Regione Toscana, che è presieduto a Firenze dall'Assessora Monni.

Poco dopo la nomina a direttore generale del dottor Torre, avvenuta appena un anno e mezzo fa, durante il nostro primo incontro occorso presso l'Ospedale Misericordia di Grosseto espresse chiaramente la volontà di utilizzare i primi mesi dell'incarico per conoscere meglio il territorio e studiarne le necessità, in modo da poter aprire insieme un proficuo e continuativo canale di confronto. Non possiamo dunque che essere sconcertati da quest'ultima decisione repentina a cui ci opponiamo con fermezza.

Il nostro territorio, che si trova già alle prese con carenze di organico tra i pediatri ed i medici di medicina generale, e che continua avere ritardi ormai strutturali legati alle liste di attesa per le prestazioni mediche e le visite specialistiche, non può subire nuovi tagli lineari ai presidi ospedalieri locali, accentrando peraltro su Grosseto interventi chirurgici destinati ad aumentare drasticamente il carico su una realtà congestionata, mettendo al contempo seriamente in difficoltà le cittadine ed i cittadini dei comuni più distanti dal capoluogo.

Continuiamo a ribadire che la sanità di prossimità – conclude Luciano Calì – come peraltro garantito all'interno del programma di governo della giunta regionale della Toscana, non rappresenta un costo superfluo, una spesa comprimibile o un ramo secco da tagliare a piacimento, ma un diritto democratico essenziale e irrinunciabile da difendere strenuamente nel quadro del Sistema Sanitario Nazionale che discende e si incardina nell'articolo 32 della Costituzione, che definisce diritto alla salute come un "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività».

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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