Chiesa e Società

Lutto nazionale in Francia e la condanna di Papa Francesco e del mondo per l'attentato di Parigi

 8 GENNAIO 2014 - Tre uomini incappucciati sparano coi kalashnikov poi fuggono su un’auto (ritrovata). Gli impiegati si rifugiano sul tetto. È l’orribile attacco avvenuto davanti la sede del settimanale satirico “Charlie Hebdo” che ha provocato 12 morti e 11 feriti. Tra le persone che hanno perso la vita 8 giornalisti e due agenti assegnati come protezione al Direttore del giornale anch’egli ucciso. [MORE]


Si è consegnato alla polizia francese nella notte il presunto complice dei due fratelli jihadisti sospettati di aver compiuto il drammatico attacco alla sede del settimanale Chalie Hebdo. Hamyd Mourad, 18 anni, si è arreso alla polizia di Charleville-MÃ ziÃres, "dopo aver visto che il suo nome circolava sulle reti Internet", ha riferito una fonte. Mourad Hamyd è' il cognato di Cherif Kouachi, 32 anni, da ore ricercato insieme al fratello Said, 34 anni. I fratelli Kouachi sono ben noti all'antiterrorismo ed erano tornati dalla Siria nell'estate scorsa. Chérif è stato membro di una cellula di Buttes-Chaumont, che reclutava giovani combattenti per l'Iraq. Nel 2008 era stato condannato a tre anni di prigione. Gli investigatori sono finiti sulle loro tracce dopo avere ritrovato la carta di identità di Said sulla Citroen C3 abbandonata durante la fuga nel Nord-Rst di Parigi, vicino Porte de Pantin.


Non è tardata ad arrivare, naturalmente, la condanna di tutto il mondo ad un gesto orribile. Infatti, Dal Vaticano alla Casa Bianca tutti i leader mondiali esprimono una dura condanna per l'attentato terroristico avvenuto nella sede del giornale satirico 'Charlie Hebdo' a Parigi. Papa Francesco esprime «la più ferma condanna» per «l’orribile attentato» che «ha funestato la città di Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia».


Obama lo ha definito: «un terribile atto di violenza». «L’islam è una religione pacifica ed è una sfortuna vedere questi estremisti radicali. Vi aiuteremo a catturare i terroristi», ha aggiunto. Anche Vladimir Putin ha espresso le sue «condoglianze» alla Francia, condannando «con forze il terrorismo in ogni forma». Napolitano ha inviato un messaggio a Hollande: «Desidero esprimere la mia più ferma condanna nei confronti di un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa».


Quanto successo a Parigi "è disgustoso, siamo con il popolo francese nella lotta contro il terrore e nella difesa della libertà di stampa", ha scritto su twitter il premier britannico David Cameron. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è detto "profondamente scioccato per l'attacco brutale e disumano.


Il presidente francese François Hollande ha decretato una "giornata di lutto nazionale" per oggi in Francia ed ha rinnovato il suo appello all'unità del Paese. "La nostra migliore arma è la nostra unità. Niente ci può dividere, niente deve separarci" ha detto il capo dello Stato francese in un breve e solenne appello alla Nazione trasmesso ieri sera dalle Tv. Le bandiere in tutta la Francia saranno a mezz'asta per tre giorni, ha aggiunto Hollande. Intanto, decine di migliaia di francesi sono scesi in piazza a Parigi e in altre città per manifestare la loro solidarietà alle vittime dell'attacco.


Quello di ieri è stato il peggiore attentato in Francia da decenni. Nel 1995 esplose una bomba nella stazione della metropolitana di Paris-Saint Michel, uccidendo otto persone e ferendone 119. Responsabile ne furono i radicali islamici algerini. Inoltre, Mohammed Merah, che si diceva ispirato da al Qaida, nel 2012 a Tolosa ha ucciso otto persone, tra le quali tre soldati francesi e quattro ebrei (tre bambini e un rabbino).


Ancora una volta, la pace è stata attentata. Ancora una volta la civiltà ha ceduto il posto all’inciviltà, il male ha prevalso sul bene. Si alza da tutti noi un grido forte di condanna, ma si piegano le nostre ginocchia dinanzi al Signore e si giungono le mani in una instancabile preghiera per la pace.


Don Francesco Cristofaro
www.donfrancescocristofaro.it