Ex capitano della SPAL e protagonista in Serie B, si è spento a soli 39 anni dopo una lunga malattia
Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Nicolas Giani, ex difensore e capitano della SPAL, morto a soli 39 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia. Una notizia che ha colpito profondamente tifosi, società e addetti ai lavori, unendo il mondo dello sport in un sincero e commosso cordoglio.
A ricordarlo è stata anche la Lega Serie B, che attraverso il presidente Paolo Bedin, le società associate e lo staff, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia dell’ex calciatore, sottolineandone non solo il valore sportivo, ma soprattutto lo spessore umano e la correttezza dimostrata nel corso di tutta la carriera.
Una carriera costruita su sacrificio e continuità
Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, uno dei vivai più prestigiosi d’Italia, Nicolas Giani ha intrapreso un percorso professionale fatto di impegno, serietà e costanza. Non è stato un talento mediatico, ma un calciatore solido, affidabile, capace di diventare un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio.
Nel corso della sua carriera ha collezionato nove campionati di Serie B, vestendo maglie importanti e lasciando ovunque un segno di professionalità. Tuttavia, è con la SPAL che il suo nome resta indissolubilmente legato alla storia recente del club.
Il ruolo chiave nella storica ascesa della SPAL
Come riportato da Sky Sport, Giani è stato leader e capitano della SPAL negli anni della straordinaria scalata che ha portato la società ferrarese dalla Serie C alla Serie A nel 2017. Un’impresa sportiva che ha trasformato quella squadra in un simbolo di riscatto e ambizione, con Giani protagonista silenzioso ma determinante.
In carriera ha indossato anche le maglie di Vicenza, Cremonese, Perugia e Spezia, confermandosi sempre come difensore affidabile e uomo spogliatoio apprezzato da compagni, allenatori e tifosi.
La lunga lotta contro la malattia affrontata con dignità
Negli ultimi anni, oltre alle sfide sportive, Nicolas Giani ha dovuto affrontare la prova più difficile della sua vita. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ex calciatore era stato colpito da una forma aggressiva di tumore, affrontata con grande riservatezza, forza e dignità.
Nonostante il lungo percorso di cure e il coraggio dimostrato fino all’ultimo, le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime settimane, fino al tragico epilogo che ha lasciato sgomento l’intero ambiente calcistico.
Un’eredità che va oltre il campo
La morte di Nicolas Giani non rappresenta solo la perdita di un ex calciatore, ma quella di un esempio di valori sportivi autentici. Dentro e fuori dal campo ha incarnato l’idea di un calcio fatto di sacrificio, rispetto, lealtà e umanità, qualità sempre più rare e per questo ancora più preziose.
Giani lascia la moglie e due figli piccoli, ai quali si stringe l’abbraccio di un intero movimento sportivo che oggi non lo ricorda solo per la fascia da capitano, ma per il suo modo discreto e sincero di essere uomo prima ancora che atleta.
Il suo nome resterà legato a una stagione irripetibile della SPAL e a un’idea di calcio che non dimentica mai il valore delle persone.