Chiavari (Genova) 21 ottobre 201 - Ha destato profonda impressione a Chiavari la storia particolare di Marjeta Pepkolaj, quarantaduenne immigrata albanese che, disperata, dopo aver subito un pignoramento da parte dell'Agenzia delle Entrate, con la propria automobile ha sfondato la vetrina della medesima sita in Piazza Leonardi vicino al lungomare cittadino.
La Pepkolaj da poco tempo gestiva un piccolo bar- bottiglieria in Via Sampierdicanne nel popolare quartiere omonimo ma probabilmente le spese per l'avviamento del locale ed i prestiti dalla mamma di famiglia albanese contratti per coronare il suo sogno italiano sono state maggiori di quanto preventivato. E' stato così che i creditori, " in primis" l'Agenzia delle Entrate il cui fine istituzionale è quello di riscuotere le tasse in conto dello Stato italiano, hanno chiesto ed ottenuto, a garanzia dei loro crediti, il pignoramento dei beni della donna cioè di tutti i mobili ed utensili acquistati da Marjeta per arredare il bar. Il pignoramento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Quando i militari si sono presentati nel locale pubblico, Marjeta ha pianto a dirotto, poi improvvisamente è salita sulla sua cinquecento bianca e dal quartiere lungo l'Entella ha attraversato mezza Chiavari per dirigersi in Piazza Leonardi sede dell'agenzia chiavarese dell'Agenzia delle Entrate.
Qui, in preda ad un raptus ha lanciato a tuta birra il proprio autoveicolo verso le vetrine degli uffici tributari, sfondandole. Grande spavento da parte dei sei impiegati che al momento si trovavano in Agenzia; poi è arrivata la Polizia che, dopo aver fatto sedare dai sanitari dell'ospedale di Lavagna la donna, l'ha denunciata per danneggiamento aggravato. L'amara parabola di Marjeta, immigrata in Italia negli anni novanta dal " Paese delle Aquile" quando a Tirana regnava l'anarchia e che grazie al suo carattere forte si era costruita una posizione nella nuova Patria d'elezione, ha suscitato rammarico e sorpresa tra i tanti che a Sampierdicanne la conoscevano. [MORE]
"Una persona gentile ed a modo" la definiscono il padrone dei muri del suo bar e l'edicolante del quartiere. Una persona che " se fosse venuta in anticipo da noi, sottolinea Nicoletta Lagomarsino dell'Ufficio stampa di Equitalia, sarebbe stata senz'altro aiutata". Una persona che " comunque ha messo a repentaglio la nostra vita, potendoci uccidere tutti, e di ciò noi lavoratori dell'Agenzia delle Entrate siamo stufi" aggiungono i colleghi della Lagomarsino. Una persona che, invece molto probabilmente, si è sentita persa dopo quasi vent'anni di sacrifici in Italia, lei che già con lo scandalo delle " Piramidali" ( scoppiato a metà degli anni novanta del secolo scorso) aveva visto in Albania cosa vuol dire perdere tutto da un momento all'altro e che, di fronte al pignoramento dei mobili del sio nuovo bar, subito ha gettato alle ortiche la propria gentilezza e tranquillità per trasformarsi in un Kamikaze scegliendo, per risolvere i propri problemi, la soluzione più assurda ed illogica.
Sergio Bagnoli
Madre di famiglia albanese pignorata dalla Finanza con l'automobile sfonda l'Agenzia delle Entrate
Tempo di lettura: ~3 min