Mafia: Operazione "Kerkent"blitz Dia, nuovo boss Agrigento, "ucciderò bimbi"

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PALERMO, 4 MARZO - L'operazione "Kerkent" della Dia ha messo in risalto la figura criminale di Anton...

PALERMO, 4 MARZO - L'operazione "Kerkent" della Dia ha messo in risalto la figura criminale di Antonio Massimino, (arrestato nel 1999 e nel 2005 nell'ambito delle operazioni "Akragas" e "San Calogero"), che, una volta scarcerato e' arrivato ai vertici della famiglia mafiosa di Agrigento/Villaseta per diretta investitura dal boss agrigentino Cesare Lombardozzi, poi deceduto. Sin dalla scarcerazione, avvenuta nel gennaio 2015, ha rilanciato gli aspetti operativi e quelli logistici di un'intensa attivita' di traffico di stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato, attivo nel narcotraffico, composto, fra gli altri, da Valentino Messina, fratello di Gerlandino, considerato ex vice capo provinciale di Cosa nostra per la provincia di Agrigento. Particolarmente violento, Massimino e' arrivato a minacciare di morte, con un cacciavite, un affiliato, prospettando anche l'eventualita' di uccidere bambini pur di affermare la propria autorevolezza criminale. In un'occasione ha sequestrato un 38enne accusato di truffa ai danni di un affiliato commerciante d'auto - in relazione all'acquisto di una vettura con un assegno scoperto - e ha costretto la convivente 34enne, sotto la minaccia di armi, a subire ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime.

Arrestato nel 1999 e nel 2005 nell'ambito delle operazioni "Akragas" e "San Calogero", una volta scarcerato e' arrivato ai vertici della famiglia mafiosa di Agrigento/Villaseta per diretta investitura dal boss agrigentino Cesare Lombardozzi, poi deceduto. Sin dalla scarcerazione, avvenuta nel gennaio 2015, ha rilanciato gli aspetti operativi e quelli logistici di un'intensa attivita' di traffico di stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato, attivo nel narcotraffico, composto, fra gli altri, da Valentino Messina, fratello di Gerlandino, considerato ex vice capo provinciale di Cosa nostra per la provincia di Agrigento. Particolarmente violento, e' arrivato a minacciare di morte, con un cacciavite, un affiliato, prospettando anche l'eventualita' di uccidere bambini pur di affermare la propria autorevolezza criminale. In un'occasione ha sequestrato un 38enne accusato di truffa ai danni di un fiancheggiatore commerciante d'auto, Salvatore Ganci - in relazione all'acquisto di una vettura con un assegno scoperto - e ha costretto la convivente 34enne, sotto la minaccia di armi, a subire ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime. Ha piu' volte partecipato ad incontri riservati con membri di altre famiglie mafiose, esercitando un accurato controllo del territorio, non solo attraverso forme di interferenza nello svolgimento delle attivita' produttive, ma anche autorizzando. Ricostruiti i tentativi di estorsione ai danni di un imprenditore edile agrigentino. Per questi fatti, nel novembre 2016, la Sezione Operativa Dia di Agrigento sottopose a fermo, disposto dalla Procura Distrettuale di Palermo, Antonio Massimino e Liborio Militello, quest'ultimo condannato, nel 2018, a 4 anni di reclusione per tentata estorsione.

L'autolavaggio in uso al suo luogotenente, Giuseppe Messina, erano divenuti base operativa per il gruppo criminale, sede logistica per lo smistamento dello stupefacente, luogo di incontro e di riunioni tra gli appartenenti all'organizzazione, il cui assiduo monitoraggio ha consentito di definirne dinamiche e dimensioni. Dalle indagini e' emerso che l'approvvigionamento di stupefacente e' avvenuto con diversi canali; quello calabrese, per il tramite di un broker agrigentino; palermitano, espressione della cosca della Noce; di Palma di Montechiaro, ascrivibile ad un gruppo di matrice Stiddara: fiumi di cocaina, marijuana, hashish, ma anche ketamina stupefacente solitamente impiegato per dopare i cavalli ed invece destinato, in questo caso, al consumo umano. I carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Agrigento hanno contestualmente arrestato due persone, Gabriele Micciche', 28enne, e Salvatore Ganci, 45enne, per sequestro di persona e violenza sessuale, aggravati dal metodo mafioso. Le indagini si sono avvalse, altresi', di Europol, per stabilire possibili proiezioni all'estero dei traffici illeciti.
Notizia segnalata da (Agi)

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