Malta, assolto il magnate Fenech per l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia: la famiglia insorge

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Un verdetto che lascia l'amaro in bocca. In una giornata che la famiglia della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia non dimenticherà facilmente, il tribunale di Malta ha assolto il magnate Yorgen Fenech dall'accusa di aver ordinato l'omicidio della cronista investigativa, uccisa in un attentato dinamitardo il 16 ottobre 2017. L'uomo d'affari, che era stato arrestato nel 2019 mentre cercava di lasciare il Paese a bordo del suo yacht, è stato prosciolto per insufficienza di prove, una decisione che ha immediatamente scatenato la reazione indignata dei familiari della vittima: 'Ancora una volta, la giustizia che Daphne meritava è stata negata'.

Il caso che ha scosso Malta

L'omicidio di Daphne Caruana Galizia aveva sconvolto l'opinione pubblica non solo a Malta ma in tutta Europa. La giornalista, famosa per le sue inchieste sul riciclaggio di denaro e sulla corruzione politica a livello governativo, era diventata un simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Il suo assassinio aveva portato a dimissioni eccellenti e a un'indagine che aveva coinvolto anche il primo ministro dell'epoca, Joseph Muscat, costretto a lasciare l'incarico nel 2020 dopo le proteste popolari e le rivelazioni dei Panama Papers.

Yorgen Fenech, erede di una delle più ricche famiglie imprenditoriali dell'isola, era stato indicato come il mandante dell'omicidio proprio grazie a un pentito, il presunto intermediario Melvin Theuma. Tuttavia, nel corso del processo, la difesa è riuscita a minare la credibilità del principale testimone, e il tribunale ha deciso che le prove raccolte non erano sufficienti per condannare l'imputato.

La reazione della famiglia e le implicazioni future

La famiglia Caruana Galizia ha espresso tutta la sua delusione, sottolineando che questo verdetto rappresenta un duro colpo per la libertà di stampa e per la lotta contro l'impunità a Malta. In una nota ufficiale, i figli della giornalista hanno dichiarato che 'la corte ha scelto di non vedere l'evidenza', accusando il sistema giudiziario maltese di essere ancora sotto l'influenza di potenti interessi economici e politici.

Le organizzazioni internazionali per i diritti umani, come Reporters Without Borders e il Committee to Protect Journalists, hanno subito commentato il verdetto, definendolo 'un passo indietro nella protezione dei cronisti'. Molte voci si sono levate per chiedere una revisione del processo o un appello, ma resta il fatto che la decisione attuale potrebbe avere ripercussioni non solo a Malta ma in tutta l'Unione Europea, sempre più attenta ai casi di violazione della libertà di informazione.

Questo caso ha inoltre messo in luce le lacune del sistema giudiziario maltese, che nei mesi scorsi era stato criticato anche dalla Commissione europea per la lentezza delle indagini e per le pressioni politiche subite dai magistrati. Ora tutte le attenzioni sono concentrate su possibili sviluppi: la procura potrebbe presentare ricorso, ma se l'assoluzione dovesse diventare definitiva, il caso resterebbe segnato da una profonda ingiustizia per tutti coloro che hanno seguito la vicenda e speravano in una condanna esemplare.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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