Manovra, il punto sulle parole di Salvini e Di Maio

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ROMA, 27 SETTEMBRE – Si avvicina la deadline per la presentazione della manovra all’Unione Europ...

ROMA, 27 SETTEMBRE – Si avvicina la deadline per la presentazione della manovra all’Unione Europea, e conseguentemente cresce l’attenzione e la pressione sui principali membri del governo per quanto riguarda le misure ed i numeri che saranno contenute nella bozza da sottoporre a Bruxelles. Sul punto sono intervenuti i due principali esponenti delle forze politiche di maggioranza, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Il leader pentastellato si è detto tranquillo sul faccia a faccia con i vertici europei, sottolineando come si stia ormai diffondendo in diversi Paesi dell’Unione una tendenza al superamento delle politiche di austerità a favore di manovre maggiormente espansive. Di Maio è poi tornato, a grandi linee, sul contenuto della proposta che avanzerà l’esecutivo, ricordando che sarà “del popolo e non favorirà i potenti”.

“Una manovra che scommette sulla crescita” ha proseguito il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, fatta da una forza politica che “non crede nello strumento del Pil così come è stato vissuto in questi anni, come simbolo di benessere dei cittadini, perché non basta”. Per Di Maio, inoltre, “la Bce e le grandi istituzioni finanziarie si ricrederanno”.

Sulla questione Tria, il vicepremier ha fatto invece marcia indietro: “Il Movimento non chiede le dimissioni del ministro dell’Economia, ed è in corso una discussione senza dogmi né paletti per avere il meglio per i cittadini italiani”. Il leader dei 5 stelle ha quindi risposto a Draghi, che aveva ammonito sul “costo delle parole” (riferendosi alle oscillazioni di indici come lo spread in conseguenza di dichiarazioni di esponenti politici ndr.), concordando sul contenuto dell’affermazione, ma precisando che le forze che in passato hanno seguito simili dinamiche, si sono distrutte.

Il numero uno del Carroccio, Matteo Salvini, ha invece evidenziato le tre priorità dell’imminente manovra: lavoro, crescita e tagli delle tasse. Per il ministro dell’Interno, non ci saranno divisioni né confusioni, e sarà rispettato “quello che gli italiani si aspettano” dal governo. Acqua sul fuoco, dunque, da parte della Lega, dopo che in mattinata erano circolate voci su un mancato accordo tra le forze di maggioranza con conseguente slittamento del Consiglio dei ministri.

Parlando di numeri, inoltre, Salvini ha ricordato come questi siano secondari rispetto all’effettivo contenuto delle misure, dicendosi anche favorevole al superamento del 2% del rapporto debito/Pil per dare “diritto al lavoro ed alla felicità degli italiani”.

Quale sarà il punto di convergenza delle posizioni, sostanziali, di Lega e M5S non è ancora chiaro, così come nebuloso appare ancora lo scenario relativo a numeri e coperture. Di sicura, per il momento, risulta solo la posizione del ministro dell’Economia Tria, che sembrerebbe intenzionato a mantenersi entro l’1,6% del rapporto debito/pil a tutti i costi.

Paolo Fernandes

Foto: lentepubblica.it


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