Marino e il caso multe

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ROMA, 18 NOVEMBRE 2014 - Ha un carattere quasi comico la vicenda che ha interessato il sindaco di Roma Ignazio Marino e che sulla stampa ha preso il nome di "caso delle multe". A quanto pare, il primo cittadino avrebbe lasciato la sua Panda rossa in divieto di sosta, contravvenendo al codice della strada. Per di più, avrebbe circolato per il centro storico senza permesso.


Le multe non pagate erano state, almeno fino a qualche ora fa, ben nove. Questa indulgenza nei confronti del sindaco era stata mal vista dall'opposizione e da alcuni cittadini che, a più riprese, si erano espressi con slogan e cartelli umoristici, anche attaccati sul parabrezza della Panda, che invitavano Marino a regolare i conti. Come molti hanno poi giustamente notato, è paradossale che proprio il primo cittadino, che si è battuto a più riprese per la regolamentazione del traffico nelle aree del centro, abbia ignorato i divieti della Ztl. [MORE]


Oggi, la notizia: Marino afferma di aver pagato tutte le multe, anche se non era tenuto a farlo. Così si giustifica il sindaco: "Ho pagato le multe anche se non dovevo, ma sono una vittima di errori di altre persone, chiedo comunque scusa". E aggiunge: "L’errore da cui nasce tutta questa vicenda è un ritardo nel rinnovo del permesso. Quando il permesso annuale richiesto all’inizio della consiliatura scade, gli uffici competenti non procedono al rinnovo per tempo lasciando così l’auto senza contrassegno valido ma non facendo certo venir meno il diritto a circolare. Gli stessi uffici, una volta riscontrato il ritardo, attivano l’iter per il rinnovo e avvisano l’Agenzia per la mobilità che emette fisicamente i contrassegni. L’Agenzia, in attesa del rinnovo, produce un’autorizzazione temporanea elettronica, quindi senza contrassegno da esporre, con effetto retroattivo, a valere dalla scadenza del precedente permesso. E’ dunque chiaro che l’automobile è sempre stata autorizzata a circolare ed è per questo che le famose multe di cui da giorni si parla sono state automaticamente annullate».


Ma se per Marino la vicenda è ormai chiarita, non sembrano pensarla così i romani che lo hanno accolto in Aula Giulio Cesare: stando alle fonti, il sindaco si sarebbe trovato di fronte a una platea con indosso maschere da pagliaccio e intenta a urlare "Dimissioni, dimissioni". Parallelamente, però, vi erano anche coloro che, pronti a sostenerlo, gridavano "Vai avanti". Insomma, un'aula divisa che, però, non sembra preoccupare il sindaco: "Ho sentito e letto ipotesi e parole del tutto ingiustificate, di mie dimissioni e vi dico la verità ho sorriso. Chi parla, pensa o scrive di mie dimissioni davvero non vuole comprendere la dimensione della nostra sfida".


Più di una volta, nel corso di queste settimane, Marino ha ribadito che la vicenda della Panda, per quanto importante, non deve distogliere l'attenzione dalle altre vicende che richiedono un intervento immediato, come per la questione di Tor Sapienza.


Nonostante questo, il sindaco sottolinea che quello che è accaduto non inciderà sulla politica del traffico: "Vi assicuro che non smetterò di essere inflessibile sul rispetto delle regole, per me stesso e per chiunque altro a Roma".

(foto: mnews.it)

Sara Svolacchia

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Scritto da Sara Svolacchia

Giornalista di InfoOggi

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