Mario Monti, in Europa "Qualcosa sta cambiando"

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ROMA, 14 MAGGIO 2012- "Qualcosa sta cambiando, la svolta è a portata di mano", ad affermarlo Mario Monti che, dopo aver espresso preoccupazioni in merito alla situazione italiana, soggetta a "forti tensioni sociali", apre con una nota positiva la settimana. Probabilmente, questo atteggiamento di cauto ottimismo da parte del Premier, è la conseguenza dell'esito elettorale in Germania, caratterizzato dalla pesante sconfitta della Merkel. Così, Palazzo Chigi evidenzia che il vento sta effettivamente girando e che i prossimi saranno davvero "i dieci giorni che cambieranno il mondo".

Tutti gli occhi sono puntati, principalmente, sulla Grecia, per la quale è scattato il countdown in merito alla sua uscita dall'Eurozona, cosa che induce gli analisti a fare previsioni in merito ai possibili scenari, alcuni dei quali quasi apocalittici. Per questo, ieri sera, Monti ha pensato di da luogo ad un vertice a Palazzo Chigi con i ministri e i collaboratori più stretti: Antonio Catricalà, Vittorio Grilli, Corrado Passera, Enzo Moavero, al fine di preparare al meglio i prossimi importanti appuntamenti. [MORE]

E, a tal riguardo, Monti oggi sarà impegnato a Bruxelles per la riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, al cui ordine del giorno c'è la già citato grande incognita della possibile uscita della Grecia dall'euro e della situazione sempre più nera della Spagna. Qui, si potrebbe assistere ad una novità proveniente dalla commissione "Econ" del Parlamento europeo, dove sarà messa ai voti la proposta di istituire un "Fondo di redenzione del debito", supportata da Guy Verhofstadt, Daniel Cohn-Bendit e dall'italiano Roberto Gualtieri.

Tuttavia, nel vertice convocato da Monti, si è parlato anche della situazione interna. In particolare, si è discusso approfonditamente del problema della compensazione dei crediti delle imprese verso lo Stato. Per far fronte a ciò, come preannunciato, in settimana arriveranno tre decreti ministeriali per sbloccare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Questo dovrebbe permettere alle imprese di farsi certificare i propri crediti per poi andarli a "scontare" in banca. Altro tema caldo è quello della spending review e la conseguente individuazione delle spese correnti da tagliare per un importo complessivo di 4,2 miliardi, in modo tale da evitare l'aumento dell'Iva dal 21 al 23 per cento.

(Fonte: La Repubblica)

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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