Un sofisticato attacco informatico ha permesso ai truffatori di sottrarre circa 95 milioni di euro dalle casse della banca, sfruttando tecniche di social engineering e intelligenza artificiale. La vittima designata è Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato convinto ad autorizzare bonifici urgenti all'estero da un falso messaggio attribuito a Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo.
Il ruolo dell'intelligenza artificiale e di WhatsApp
Gli inquirenti hanno accertato che i criminali hanno utilizzato un clone vocale generato con l'IA per imitare la voce di un avvocato conosciuto da Molesini, rendendo ancora più credibile la richiesta di trasferimento fondi. Le comunicazioni sarebbero avvenute tramite WhatsApp e telefonate, con istruzioni dettagliate per aggirare i controlli interni.
Bonifici milionari e blocco parziale dei fondi
Dalle casse della banca sarebbero usciti circa 95 milioni di euro. Di questi, oltre 40 milioni sono stati bloccati in Cina e 13 milioni in Portogallo, grazie alla tempestiva segnalazione dell'istituto di credito. Restano però da rintracciare almeno 36 milioni, in parte già convertiti in criptovalute per renderne più difficile il recupero.
Indagini della Procura di Milano
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per truffa aggravata e accesso abusivo a sistemi informatici. Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi utilizzati e i flussi finanziari per risalire all'identità dei responsabili, che potrebbero far parte di un'organizzazione internazionale specializzata in cybercrime.
Un monito per la sicurezza informatica
L'episodio mette in luce quanto le truffe con intelligenza artificiale siano diventate sofisticate e pericolose, anche per figure di alto profilo. Gli esperti raccomandano di verificare sempre l'identità degli interlocutori con canali alternativi e di diffidare di richieste urgenti di denaro, anche se apparentemente provenienti da contatti fidati.