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Messico, il PRI di Pena Nieto vince le difficili elezioni del Congresso

 CITTA' DEL MESSICO, 8 GIUGNO 2015 – Il partito del presidente messicano Enrique Pena Nieto è riuscito a mantenere la propria maggioranza all'interno del Congresso, nonostante la pesante caduta dei sondaggi degli ultimi tempi e i violenti giorni di proteste che hanno anticipato le elezioni in diverse aree del Messico. È prevista infatti una vittoria del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), con un risultato tra il 29,87 e il 30,85% al ballottaggio delle elezioni di domenica, percentuali seguite dal Partito di Azione Nazionale con un'oscillazione tra il 21,47 e il 22,7%, stando ai dati forniti dal National Electoral Institute del paese, presieduto da Lorenzo Cordova.

Stando ai dati sopra elencati, il PRI si accaparrerebbe tra i 196 e i 203 seggi nella Camera Bassa del Congresso, qualcuno in meno rispetto ai 207 vinti nelle scorse elezioni del 2012. Si presume inoltre che il Partito dei Verdi, alleato con il PRI, possa aumentare la propria rappresentanza, dopo che è riuscito a superare la soglia del 7%, garantendosi tra i 41 e i 48 seggi. L'altro alleato, la Nuova Alleanza, potrebbe raggiungere un numero tra i 9 e i 12 seggi.

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Pena Nieto è apparso sulla TV nazionale per ringraziare gli elettori e la loro partecipazione, nonostante le elezioni siano state rovinate dalle proteste: “Votando oggi, i cittadini hanno espresso la loro volontà politica per il cammino delle istituzioni. Abbiamo dato una direzione alla nostra pluralità attraverso un sistema democratico”, ha detto Pena Nieto. “Ci sono state persone che hanno tentato di compromettere queste elezioni. Negli ultimi giorni, si sono addirittura resi protagonisti di atti di violenza, volti probabilmente a demoralizzare la popolazione. Ma nonostante ciò, milioni di messicani si sono recati alle urne, lasciando intendere che la democrazia è la strada maestra del Messico. Il mandato che ci hanno assegnato i messicani ha come priorità il rifiuto di tutte le violenze e le intolleranze”.

La vittoria di Pena Nieto arriva nonostante una campagna denigratoria, macchiata da presunta corruzione o dalla incapacità di porre freno alle violenze legate al mercato della droga. Pena Nieto è stato coinvolto anche nella misteriosa questione dei 43 studenti scomparsi lo scorso settembre, massacrati da un cartello della droga in combutta con la polizia locale. Ha poi affrontato accuse di corruzione in cui si riteneva che lui, sua moglie e un ministro delle finanze avessero acquistato case da appaltatori governativi.

Il grande sconfitto delle elezioni messicane è stato il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), che è crollato da un 18,4% ottenuto nel 2012 a un 11-12% raggiunto ieri. Le responsabilità sembrano legate a malcontenti interni al partito: il due volte candidato alle presidenziali Andres Manuel Lopez Obrador ha messo su il suo proprio partito, il Morena, che ha sottratto circa il 9% dei voti.

Riguardo le violenze, alcuni attivisti hanno dato alle fiamme dozzine di urne elettorali negli stati di Guerrero, Oaxaca e nel Chapas; ciò è avvenuto nelle prime ore della giornata di ieri. In seguito, le elezioni si sono svolte regolarmente. Disposte per la giornata circa 40.000 agenti soprattutto nel sud del paese. “Quando si assiste a scene drammatiche di manifestanti che danno alle fiamme urne elettorali, c'è da intendere che in giro c'è ancora tanta frustrazione, rabbia e disgusto nei confronti dei governanti”, ha spiegato Raney, corrispondente di Al Jazeera.

Foto: aljazeera.com

Dino Buonaiuto