Metamorfosi Passeggere Forme, materie e linguaggi in transito
Presentato nell'ambito della Rome Art Week, il progetto espositivo ‘Metamorfosi Passeggere’ (Forme, materie e linguaggi in transito) riflette sull'instabilità del mondo contemporaneo e sulla natura mutevole delle forme che lo abitano.
Al centro di questa ricerca si colloca il paradosso stesso della trasformazione: ciò che muta lascia sempre una traccia dentro e attorno a noi, eppure ogni forma risultante è destinata a rimanere transitoria, sospesa in un divenire costante. La mostra riunisce le voci di artisti dai linguaggi e dalle tecniche differenti, chiamati a confrontarsi con i concetti di equilibrio precario, memoria e impermanenza.
L'opera di Vethan Sautour (Origami Gone – Moorean Viviparous Tree Snail) funge da perno concettuale della narrazione. Attraverso un'indagine essenziale sulla carta, l'artista costruisce geometrie minimali che evocano forme organiche perdute, ponendo al centro dell'opera la tensione sottile tra presenza visibile e dissoluzione.
In immediata risonanza con questa ricerca si pongono i contributi delle altre opere in mostra, espressione di una varietà di linguaggi che genera un continuo cortocircuito visivo.
Intorno a questo fulcro, il percorso espositivo si estende attraverso un dialogo aperto e corale tra differenti attitudini creative, generando un costante cortocircuito visivo e formale. L'indagine sulla transitorietà si adatta così alla pluralità delle tecniche presenti in mostra: dalla materia scultorea alla pittura, dagli elementi installativi e cartacei alla superficie fotografica. Ogni opera diventa un tassello autonomo di una riflessione comune sulla trasformazione del reale, in cui la densità della materia si alterna alla leggerezza di elementi effimeri, e l'immediatezza della figurazione incontra le suggestioni dell'astrazione.
Spaziando tra fisicità ed evocazione, le differenti opere in esposizione compongono così la mappa fluida di un mondo in costante movimento, dove la sola e vera costante rimane la capacità dell'arte di cogliere il cambiamento nell'istante preciso in cui avviene.
(Cristina Madini)
In mostra: Giorgio Binda, Jean-Marc Bregeault, Isabel Carafi, Ioana Cobzaru, Ana María Cortés Mencía, Małgorzata Czerniawska, Riccardo Dametti, Monica De Marinis, John Down, Faten Khalil, Jayde Kim, Rebeccah Klodt, Fiona Livingstone, Ewa Martens, Nicole Martinelli, Vethan Sautour, Lisa Yachia
https://rossocinabro.com/rome-art-week-2026/
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Presentato nell'ambito della Rome Art Week, il progetto espositivo ‘Metamorfosi Passeggere’ (Forme, materie e linguaggi in transito) riflette sull'instabilità del mondo contemporaneo e sulla natura mutevole delle forme che lo abitano.
Al centro di questa ricerca si colloca il paradosso stesso della trasformazione: ciò che muta lascia sempre una traccia dentro e attorno a noi, eppure ogni forma risultante è destinata a rimanere transitoria, sospesa in un divenire costante. La mostra riunisce le voci di artisti dai linguaggi e dalle tecniche differenti, chiamati a confrontarsi con i concetti di equilibrio precario, memoria e impermanenza.
L'opera di Vethan Sautour (Origami Gone – Moorean Viviparous Tree Snail) funge da perno concettuale della narrazione. Attraverso un'indagine essenziale sulla carta, l'artista costruisce geometrie minimali che evocano forme organiche perdute, ponendo al centro dell'opera la tensione sottile tra presenza visibile e dissoluzione.
In immediata risonanza con questa ricerca si pongono i contributi delle altre opere in mostra, espressione di una varietà di linguaggi che genera un continuo cortocircuito visivo.
Intorno a questo fulcro, il percorso espositivo si estende attraverso un dialogo aperto e corale tra differenti attitudini creative, generando un costante cortocircuito visivo e formale. L'indagine sulla transitorietà si adatta così alla pluralità delle tecniche presenti in mostra: dalla materia scultorea alla pittura, dagli elementi installativi e cartacei alla superficie fotografica. Ogni opera diventa un tassello autonomo di una riflessione comune sulla trasformazione del reale, in cui la densità della materia si alterna alla leggerezza di elementi effimeri, e l'immediatezza della figurazione incontra le suggestioni dell'astrazione.
Spaziando tra fisicità ed evocazione, le differenti opere in esposizione compongono così la mappa fluida di un mondo in costante movimento, dove la sola e vera costante rimane la capacità dell'arte di cogliere il cambiamento nell'istante preciso in cui avviene.
(Cristina Madini)
In mostra: Giorgio Binda, Jean-Marc Bregeault, Isabel Carafi, Ioana Cobzaru, Ana María Cortés Mencía, Małgorzata Czerniawska, Riccardo Dametti, Monica De Marinis, John Down, Faten Khalil, Jayde Kim, Rebeccah Klodt, Fiona Livingstone, Ewa Martens, Nicole Martinelli, Vethan Sautour, Lisa Yachia
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