Caldo africano su gran parte del Paese, mentre tra mercoledì 15 luglio e la notte successiva il Nord-Est potrebbe fare i conti con supercelle temporalesche, grandinate di grosse dimensioni e raffiche di vento molto intense
L'Italia si prepara ad affrontare la terza intensa ondata di caldo dell'estate, con temperature destinate a salire rapidamente soprattutto sulle regioni del Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. Nei prossimi giorni il protagonista sarà ancora l'anticiclone africano, che porterà valori ben oltre le medie stagionali, afa persistente e notti tropicali in numerose città.
Ma mentre il caldo continuerà a dominare gran parte della Penisola, al Nord si profila un brusco cambio di scenario. Nella giornata di mercoledì 15 luglio è infatti previsto l'arrivo di aria più fresca in quota che, entrando in contatto con l'atmosfera estremamente calda e umida accumulata nei giorni precedenti, potrebbe favorire la formazione di temporali molto intensi, accompagnati da grandine, forti raffiche di vento e, localmente, anche da fenomeni estremi.
Ondata di caldo: oltre 41 gradi in Sardegna e afa in aumento
La nuova fase di caldo intenso interesserà gran parte del territorio nazionale, con i valori più elevati attesi su Sardegna, Sicilia e diverse aree del Centro-Sud.
Le temperature massime potranno raggiungere e in alcuni casi superare i 41 gradi all'ombra, mentre nelle principali città il disagio sarà accentuato dall'elevata umidità. Le cosiddette notti tropicali, con minime superiori ai 20-25 gradi, renderanno difficile il riposo, aumentando la sensazione di afa anche durante le ore notturne.
Secondo le previsioni, questa fase di caldo intenso accompagnerà l'Italia almeno fino alla metà della settimana, prima che una perturbazione interessi il Settentrione.
Mercoledì 15 luglio attenzione al Nord-Est: elevato rischio di fenomeni meteo estremi
Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici indicano mercoledì 15 luglio come una giornata particolarmente delicata per diverse regioni del Nord Italia, soprattutto tra il tardo pomeriggio e la serata.
Le aree più esposte saranno:
- Veneto
- Friuli Venezia Giulia
- Lombardia orientale
- Emilia-Romagna
- settori delle Alpi e delle Prealpi
In queste zone potrebbe svilupparsi una linea temporalesca particolarmente organizzata, capace di generare fenomeni anche di forte intensità.
Perché aumentano i rischi: il ruolo dell'energia atmosferica e del Wind Shear
La situazione prevista nasce dalla combinazione di due fattori meteorologici particolarmente favorevoli allo sviluppo di temporali severi.
Elevata energia disponibile nell'atmosfera
Dopo giorni di caldo africano, nei bassi strati dell'atmosfera si è accumulata una notevole quantità di aria molto calda e ricca di umidità.
In meteorologia questa energia viene misurata attraverso il parametro CAPE (Convective Available Potential Energy): valori elevati indicano una maggiore capacità dell'aria di salire rapidamente verso l'alto, alimentando la formazione di nubi temporalesche molto sviluppate.
Più alto è il CAPE, maggiore è il potenziale per la nascita di temporali intensi.
Wind Shear molto marcato
Il secondo elemento è rappresentato dal Wind Shear, cioè la variazione della velocità e della direzione del vento con l'aumentare della quota.
Le simulazioni mostrano differenze particolarmente marcate tra il suolo e circa 6.000 metri di altezza, soprattutto tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Questa forte variazione permette ai temporali di organizzarsi meglio, diventare più longevi e, nei casi più intensi, sviluppare una rotazione interna tipica delle supercelle temporalesche.
Supercelle, grandine gigante e raffiche oltre 100 km/h
L'incontro tra l'enorme energia presente nei bassi strati e il forte Wind Shear potrebbe favorire la nascita di supercelle, considerate tra i fenomeni temporaleschi più violenti.
Tra gli effetti possibili figurano:
- grandinate di grosse dimensioni, con chicchi che localmente potrebbero superare i 5 centimetri di diametro;
- raffiche di vento molto forti, con possibili downburst superiori ai 100-120 km/h;
- precipitazioni intense concentrate in tempi molto brevi;
- fulminazioni frequenti.
Si tratta di fenomeni che possono provocare danni a coltivazioni, automobili, tetti, alberi e infrastrutture, oltre a creare disagi alla circolazione.
Possibili trombe d'aria e trombe marine
Tra gli scenari monitorati dagli esperti rientra anche la possibilità, seppur limitata e localizzata, della formazione di tornado nelle aree di pianura e di trombe marine lungo alcuni tratti di costa.
Si tratta di eventi che dipendono da condizioni atmosferiche molto specifiche e che, al momento, non interesserebbero vaste aree, ma restano tra i fenomeni da osservare con particolare attenzione.
Previsioni in continuo aggiornamento
La traiettoria precisa dei nuclei temporaleschi e l'individuazione delle zone maggiormente colpite saranno definite con maggiore accuratezza nelle prossime ore, grazie ai nuovi aggiornamenti dei modelli previsionali.
Per questo motivo sarà importante seguire l'evoluzione delle previsioni, soprattutto nelle regioni del Nord-Est, dove la combinazione tra caldo estremo e ingresso di aria fresca potrebbe creare le condizioni favorevoli allo sviluppo dei fenomeni più intensi.
Il resto d'Italia continuerà invece a fare i conti con temperature elevate, afa persistente e un clima tipicamente estivo, con valori che in alcune aree potranno superare nuovamente i 40 gradi.