Il presidente chiude la campagna elettorale con un duro attacco agli avversari e un appello alla partecipazione. Sondaggi favorevoli ai democratici, mentre la Corte Suprema respinge la richiesta di accantonare migliaia di schede in California
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti mettono alla prova Donald Trump e la tenuta della maggioranza repubblicana. Nel suo ultimo intervento prima del voto, il presidente ha invitato i sostenitori a recarsi alle urne, presentando la sfida per il controllo del Congresso come un passaggio decisivo per proseguire il programma della sua amministrazione.
La chiusura della campagna si è svolta nell’area del Lincoln Memorial, a Washington, dove Trump ha alternato la rivendicazione dei risultati ottenuti a un attacco contro i candidati democratici. Il messaggio centrale è stato la mobilitazione della propria base, chiamata a trasformare il consenso per il presidente in voti per i repubblicani. apnews.com
Trump punta sull’affluenza per sostenere i repubblicani
Nel confronto finale con gli elettori, Donald Trump ha scelto toni particolarmente duri, definendo alcuni avversari democratici «jihadisti» e «comunisti». Si tratta delle espressioni polemiche utilizzate dal presidente nella campagna elettorale.
Anche nell’intervento su Fox News, Trump ha insistito sull’importanza della partecipazione, invitando i sostenitori a votare come se sulla scheda comparisse il suo nome. Una strategia che lega direttamente le midterm 2026 al giudizio sull’operato della Casa Bianca. ansa.it
Economia e immigrazione al centro della campagna
Il presidente ha richiamato le politiche sull’immigrazione, gli interventi fiscali e le scelte di politica estera per sostenere la necessità di confermare la maggioranza repubblicana.
Sul terreno economico, ha ribadito la promessa di 5.000 dollari per ogni americano adulto in caso di vittoria del suo partito. Ha inoltre evocato una crisi paragonabile alla Grande Depressione del 1929 qualora prevalessero i democratici.
La promessa economica resta un annuncio elettorale: non equivale, di per sé, a un beneficio già approvato o disponibile. Anche il richiamo al 1929 rappresenta una previsione politica del presidente, non uno scenario economico accertato. alanews.it
Sondaggi favorevoli ai democratici ma risultato ancora aperto
Le ultime rilevazioni alimentano le aspettative del Partito democratico, che punta a riconquistare la Camera e a ribaltare gli equilibri al Senato.
Il modello elettorale di Nate Silver attribuisce ai democratici una probabilità dell’80 per cento di conquistare la maggioranza al Senato. Una percentuale che indica la probabilità stimata di vittoria, e non la quota di voti prevista per il partito. thedailybeast.com
L’attenzione si concentra anche su competizioni in territori tradizionalmente favorevoli ai repubblicani. Tra queste figurano le sfide in Texas e South Carolina, dove le candidature di Ken Paxton e Darline Graham sono considerate particolarmente esposte alla pressione democratica. washingtonpost.com
I sondaggi restano comunque stime soggette a margini di errore. L’affluenza effettiva e la distribuzione del voto nelle singole competizioni determineranno l’assegnazione dei seggi.
Perché il controllo del Congresso conta per la Casa Bianca
Le elezioni di midterm si svolgono a metà del mandato presidenziale e rinnovano l’intera Camera dei rappresentanti e circa un terzo del Senato.
Per Trump, perdere la maggioranza in una o entrambe le camere renderebbe più difficile approvare nuove leggi e portare avanti le priorità dell’amministrazione. Un Congresso guidato dall’opposizione potrebbe inoltre rafforzare l’attività di controllo sulle decisioni dell’esecutivo.
Il voto non determina quindi la permanenza del presidente alla Casa Bianca, ma incide sul suo margine d’azione nei due anni conclusivi del mandato.
Corte Suprema e California, respinta la richiesta sulle schede postali
Alla vigilia delle elezioni è arrivata anche una decisione sul voto per corrispondenza in California. La Corte Suprema ha respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di accantonare le schede riconducibili a oltre 20.000 elettori registrati, che le autorità federali sospettavano potessero essere privi della cittadinanza statunitense.
Il rigetto riguarda la richiesta di intervento urgente e lascia proseguire il conteggio senza il blocco domandato dall’amministrazione. Non costituisce un accertamento dell’irregolarità delle schede contestate: il sospetto sulla cittadinanza degli elettori resta distinto dalla prova di un voto illegale. reuters.com