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Migranti: l'accordo Ue-Turchia

Calabria

BRUXELLES, 08 MARZO 2016 – Dopo 12 ore di negoziato, nella notte di lunedì, è stato raggiunto un accordo preliminare tra la Turchia e i Ventotto dell’Ue.
Il vertice straordinario, il cui obiettivo è di arginare l'arrivo in Europa di migranti provenienti dal Vicino Oriente, togliendo ogni incentivo all'attraversamento del Mediterraneo, ha prodotto un documento finale che promette nuovi aiuti alla Turchia. [MORE]

Cosa prevede l'accordo

L'intesa, voluta fortemente dalla Germania, prevede innanzitutto il rinvio dalla Grecia alla Turchia di tutti i nuovi migranti irregolari arrivati in Europa. La Turchia diventerà in pratica il Paese in cui si raccoglieranno i profughi siriani cui non sarà più consentito di imbarcarsi nel mare Egeo alla volta della Grecia. Quelli che passeranno il mare saranno fatti rientrare con la forza in Turchia, che si impegna a raccoglierli, a patto che per ogni siriano giunto in Turchia dalla Grecia, ci sia un siriano attualmente in Turchia che venga reinsediato in Europa «nel quadro degli impegni esistenti».

Come recita un comunicato pubblicato nella notte, si mira a «smantellare il modello economico dei trafficanti» e a «spezzare il legame tra la traversata per mare e l'installazione in Europa».

Nel comunicato si legge inoltre che, in cambio di questo aiuto turco, i paesi membri dell’Ue sono pronti a concedere ad Ankara alcuni nuovi benefici, ossia ad aumentare gli aiuti finanziari alla Turchia, oltre i 3,0 miliardi di euro già previsti. In più, i Ventotto s’impegnano a garantire ai turchi il viaggio senza visto in Europa già in giugno, e non solo in ottobre come previsto dal precedente piano di azione con Ankara, raggiunto alla fine di novembre. L’accordo prevede anche la possibilità di aprire rapidamente nuovi capitoli negoziali per un eventuale futuro ingresso del paese nell'Unione.

I Ventotto hanno inoltre ribadito l'impegno a bloccare la rotta balcanica verso Nord, chiudendo le frontiere ai migranti irregolari, e sottolineato la necessità di aiutare la Grecia, che, in un momento in cui il transito verso Nord è sempre più difficile, rischia di diventare un enorme campo-profughi.

«Lo scambio di siriani tra la Turchia e l'Unione è un cambio di paradigma», ha spiegato nella notte un esponente comunitario, aggiungendo: «Se funziona, potremo ridurre alla radice il numero di profughi che arrivano in Europa».

Il malcontento dell'Onu e di Amnesty International

I dettagli dell’intesa con la Turchia andranno negoziati entro il prossimo vertice europeo del 17-18 marzo, intanto però le critiche al piano non si sono fatte attendere. L’Organizzazione delle Nazioni Unite infatti non ha accolto con entusiasmo l’accordo preliminare tra Ue e Turchia. Vincent Cochetel, direttore dell’Unhcr per l'Europa, ha spiegato oggi che «un'intesa verso un Paese terzo non è in accordo con il diritto europeo e internazionale. Dovremo vedere quali saranno le garanzie. Non posso credere che l'Unione europea raggiunga un accordo di riammissione verso un Paese terzo con meno garanzie di quelle previste per la riammissione in un Paese dell'Ue».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Amnesty International che ha criticato il piano, sottolineando come costituisca un colpo mortale al diritto di richiesta di asilo.

Soddisfatta invece la cancelliera tedesca Angela Merkel la quale al termine del vertice ha dichiarato: «Abbiamo gettato le basi per arrivare entro la fine del mese a un accordo complessivo sulla base della proposta presentata dalla Turchia [...] Vogliamo che il numero dei migranti illegali decresca e non solo per poche nazioni ma per tutte, Grecia inclusa. Ecco perché abbiamo bisogno di una soluzione sostenibile che realizzi la sicurezza del confine esterno, che rappresenta un prerequisito per gli accordi di Schengen. Per il confine marittimo questo è possibile solo con la Turchia. Vogliamo combattere l’immigrazione illegale e questo è possibile solo con la Turchia».

Entusiasta anche il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi: «Le richieste turche sono state attutite da un documento che le ridimensiona di molto. [...] Abbiamo avuto una bella discussione sulla libertà di stampa. Siamo ben felici se la Turchia prosegue il cammino verso l'Ue ma proseguire questo cammino significa abbracciare i valori costitutivi dell'Europa, per questo crediamo che sia importante continuare a insistere su questo punto».

[foto: rainews.it]

Antonella Sica