ROMA, 22 FEBBRAIO 2015 - E' teso il clima all'interno del Partito Democratico, dove da parte della minoranza piovono critiche nei confronti del Governo. La minoranza del Pd sostiene infatti che "Non tenendo in alcun conto il parere delle commissioni Lavoro sul decreto attuativo del Jobs Act sul al contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e ai licenziamenti collettivi, il Governo ha nei fatti preso in giro il Parlamento, umiliando deputati e senatori che in queste settimane si sono impegnati per migliorare il testo dell'esecutivo e per renderlo coerente con gli indirizzi della originaria legge delega: un atteggiamento ingiustificato e ingiustificabile".
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Il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha dichiarato che su alcuni fronti, come quello del contratto a tutele crescenti, sono stati fatti dei "fatti passi avanti", mentre per altri fronti "il risultato è deludente", come ad esempio per quanto riguarda lo sfoltimento del numero dei contratti. L'ex viceministro dell'Economia e delle Finanze, Stefano Fassina, ha invece dichiarato: "Vorrei capire cosa è il nostro pluralismo interno se l'odg votato dalla direzione sul jobs act viene disconosciuto da Renzi. L'aspetto peggiore è il carattere propagandistico, non è stato eliminato nessuno contratto precario, da anni non ci sono i co.co.co, l'indennità di maternità l'ha introdotta Livia Turco, i contratti a progetto vengono mantenuti, gli ammortizzatori sociali hanno la stessa estensione della Fornero. Hai tolto a qualcuno nell'ottica della svalutazione del lavoro".
(foto www.blogdem.it)
Elisa Lepone