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Mito e linguaggio del Simbolo secondo Alessandra Casciotti

Mito e linguaggio del Simbolo secondo Alessandra Casciotti
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ROMA, 15 FEBBRAIO 2017 – Presso la Galleria della Biblioteca Angelica della capitale è visitabile in questi giorni – da lunedì 13 a venerdì 17 febbraio – la mostra di pittura dell’artista romana Alessandra Casciotti, Il linguaggio del simbolo – fascino e mistero nel mito e nel concetto, a cura di Carla Mazzoni.

L’evento si avvale del patrocinio della Biblioteca Angelica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Comune di Roma (Municipio Roma I Centro), di Avaca, Campus Città del sapere – Unitelma Sapienza, N.O.V.A. Italia onlus, Fondazione Cultura e Innovazione, Arteggiando, Nobles’ Crown Association.

Intervista alla curatrice Carla Mazzoni

“Il linguaggio del simbolo – fascino e mistero nel mito e nel concetto” è il titolo della personale di Alessandra Casciotti, può raccontarci l’idea dietro questo progetto?
Il progetto di lavorare intorno al Simbolo e al Mito nasce circa due anni fa e infatti sono state già presentate da Alessandra Casciotti altre mostre con questa tematica. La mostra oggi in corso verrà presentata con alcune varianti fuori Roma, forse la prima sede Spoleto.

Com’è strutturata la mostra?
Sono stati esposte tredici opere. I concettuali hanno avuto uno spazio ravvicinato per distinguerli dagli altri simbolicamente di genere più narrativo.

Il mito, in particolare i miti classici, sembrano non conoscere tramonto: quale tassello, tematico ed estetico, aggiunge questa rilettura?
Il servirsi del Mito per Alessandra Casciotti vuol dire usare pochi mezzi significanti per comunicare più significati, “un più di senso”. Inoltre, come tutti sappiamo, non a caso Jung ha definito i Miti i nostri “archetipi”, questo vuol dire lasciar libero il proprio inconscio nell’atto creativo ed un mondo sommerso, archiviato, che sonnecchia nel profondo, troverà la strada per concretizzarsi sulla tela.

Una curiosità, quale mito preferisce o ritiene rispecchi al meglio la società contemporanea?
Quasi tutti i Miti li ritroviamo nella nostra vita, corrispondono tutti a situazioni e sentimenti che anche con il mutare dei tempi tornano a ripetersi perché, quando sono nati nella notte dei tempi, sono nati proprio per spiegare all’uomo qualcosa che c’è, che si ripete nel tempo e che non trovava spiegazione. In particolare Alessandra Casciotti in questa mostra direi che abbia forse dato più risalto al Mito del “Giano Bifronte”, dio italico che governava per i romani le porte solstiziali, quindi simbolicamente rappresenta il lavoro da compiere su se stessi con l’inizio dell’inverno per andare verso la luce, per trasformare “il nero in bianco”, per aprire il proprio inconscio così come il seme si apre alla nuova pianta. Oltre il dipinto dedicato al Giano Bifronte ci sono altri due dipinti dedicati all’Inverno e all’Estate.

 

Domenico Carelli

(Foto: courtesy Ufficio stampa Caterina Falomo; in evidenza (detail) “Le metamorfosi” di Alessandra Casciotti, olio su tela, cm140x90; in gallery, “Venere” di Alessandra Casciotti, olio su tela/tecnica mista, cm70x100; “Le stagioni-L’estate”, di Alessandra Casciotti, olio su tela, cm90x90; “Diana”, di Alessandra Casciotti, olio su tela, cm90x90)

La fotogallery

“Venere” di Alessandra Casciotti, olio su tela/tecnica mista, cm70x100
“Le stagioni-L’estate”, di Alessandra Casciotti, olio su tela, cm90x90
“Diana”, di Alessandra Casciotti, olio su tela, cm90x90

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