Paura nel centro storico di Modena, dove una Citroen C3 ha travolto diversi passanti. Quattro persone sono in gravi condizioni. Il conducente, cittadino italiano di origini marocchine, è stato bloccato anche grazie all’intervento di alcuni cittadini
Paura a Modena, auto sulla folla in pieno centro
Momenti di terrore nel cuore di Modena, dove nel pomeriggio di sabato 16 maggio 2026 un’auto ha travolto diversi pedoni lungo via Emilia centro, una delle zone più frequentate della città, soprattutto nel fine settimana. Secondo le ricostruzioni disponibili, la vettura, una Citroen C3, sarebbe arrivata da Largo Garibaldi a velocità sostenuta, finendo poi contro alcune persone presenti sul marciapiede e concludendo la propria corsa contro la vetrina di un negozio.
Il bilancio parla di 8 feriti, tra cui 4 in gravi condizioni. Alcune persone sono state soccorse sul posto, mentre i casi più delicati sono stati trasferiti negli ospedali di Modena, Baggiovara e Bologna. La vicenda ha scosso profondamente la città e ha immediatamente mobilitato forze dell’ordine, soccorritori, istituzioni locali e autorità giudiziarie.
Fermato un 31enne con l’accusa di strage
Alla guida dell’auto ci sarebbe stato Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di origini marocchine, nato in provincia di Bergamo e residente a Ravarino, nel Modenese. L’uomo, laureato in Economia e attualmente disoccupato, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di strage e, secondo quanto riportato dalle fonti investigative, anche per il quadro complessivo delle condotte successive all’investimento.
Dopo l’impatto, il 31enne avrebbe tentato la fuga a piedi. Alcuni testimoni hanno riferito che l’uomo avrebbe impugnato un coltello e avrebbe cercato di colpire chi stava provando a fermarlo. La dinamica esatta resta al vaglio degli inquirenti, ma è emerso il ruolo decisivo di alcuni passanti, che hanno inseguito e contribuito a bloccare il conducente fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Il bilancio dei feriti e i ricoveri
Le persone coinvolte sarebbero otto, tra uomini e donne. Due feriti in condizioni particolarmente gravi sono stati trasferiti all’ospedale Maggiore di Bologna, dove sono stati ricoverati in terapia intensiva e sottoposti a interventi. Altri pazienti sono stati portati al Policlinico di Modena e all’ospedale di Baggiovara. Secondo gli aggiornamenti diffusi dalle autorità, alcune persone ferite in modo meno grave sarebbero state dimesse già nelle ore successive.
Tra i ricoverati ci sarebbero anche una turista tedesca e una donna polacca, come riferito dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti durante il punto in Prefettura. La situazione sanitaria più delicata riguarda una donna di 55 anni, indicata tra i feriti più gravi.
La ricostruzione: dalla corsa dell’auto alla fuga
Secondo le prime ricostruzioni, l’auto avrebbe imboccato la zona di Porta Bologna e poi avrebbe puntato verso il marciapiede, investendo più persone. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto la vettura accelerare improvvisamente e travolgere i passanti, generando panico tra chi si trovava in centro.
Dopo lo schianto, il conducente sarebbe sceso dalla macchina e avrebbe cercato di allontanarsi. In quei momenti concitati, alcuni cittadini lo avrebbero inseguito e fermato, nonostante la presenza del coltello. La prontezza dei passanti è stata sottolineata anche dalle istituzioni, che hanno parlato di un gesto di grande coraggio e senso civico.
Il sindaco Mezzetti: no allo sciacallaggio, grazie ai cittadini intervenuti
Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, definendo quanto accaduto un fatto gravissimo che ha ferito l’intera comunità. Il primo cittadino ha ringraziato le forze dell’ordine, il personale sanitario e i cittadini che hanno contribuito a fermare l’uomo.
Mezzetti ha inoltre voluto evidenziare che tra le persone intervenute per bloccare il 31enne c’erano anche cittadini di origine straniera, in particolare due egiziani, invitando a evitare ogni forma di sciacallaggio sui social e generalizzazione. Il sindaco ha sottolineato che la risposta della città è stata fatta di coraggio, lucidità e senso di comunità.
Salute mentale e indagini: cosa è emerso finora
Dalle prime informazioni diffuse dalla Prefettura, il 31enne era stato in passato all’attenzione dei servizi di salute mentale per disturbi schizoidi. Secondo quanto riferito dalla prefetta Fabrizia Triolo, nel 2022 sarebbe stato evidenziato uno stato di alterazione psichica, ma successivamente l’uomo sarebbe uscito dal circuito di osservazione.
Al momento del fermo, secondo le autorità, non sarebbero emersi elementi legati all’assunzione di sostanze psicotrope. La sua abitazione a Ravarino è stata perquisita. Le prime verifiche non avrebbero fatto emergere legami con ambienti radicalizzati o formazioni eversive, ma gli investigatori mantengono aperti tutti gli accertamenti necessari per chiarire la natura del gesto.
Anche l’antiterrorismo segue il caso
Sul caso indaga la Procura di Modena, mentre anche il gruppo antiterrorismo della Dda di Bologna segue con attenzione l’evolversi degli accertamenti. La presenza dell’antiterrorismo non significa automaticamente che si tratti di un attentato, ma rientra nelle verifiche dovute davanti a un episodio così grave, avvenuto in pieno centro e con modalità potenzialmente deliberate.
Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, ascoltando testimoni e ricostruendo i minuti precedenti all’investimento per capire se l’azione sia stata pianificata, improvvisa o collegata a una condizione di forte instabilità personale.
Le reazioni di Mattarella, Meloni e delle istituzioni
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Modena per informarsi sulle condizioni dei feriti, esprimere vicinanza alla città e ringraziare i cittadini che hanno contribuito a bloccare il responsabile. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sentito il sindaco Mezzetti, manifestando solidarietà alle vittime e apprezzamento per l’intervento dei cittadini e delle forze dell’ordine.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha parlato di una città ferita e spaventata, sottolineando la necessità di comprendere al più presto le ragioni alla base di un gesto che ha colpito persone innocenti nel pieno della quotidianità cittadina.
Il dolore della Chiesa modenese
Anche l’arcivescovo di Modena, monsignor Erio Castellucci, ha espresso dolore per quanto accaduto, definendo Modena una città ferita da una violenza insensata. La Chiesa modenese ha manifestato vicinanza alle vittime, alle famiglie e a quanti, nelle istituzioni e nella società civile, stanno lavorando per sostenere la comunità dopo l’accaduto.
Modena sotto shock, ma unita nella risposta
L’episodio dell’auto sui pedoni a Modena lascia dietro di sé paura, dolore e molte domande ancora senza risposta. Le prossime ore saranno decisive per chiarire il movente, la dinamica esatta e il profilo dell’uomo fermato. Resta però già evidente la risposta della città: soccorsi rapidi, cittadini pronti a intervenire, istituzioni presenti e un appello condiviso a non trasformare la tragedia in odio o strumentalizzazione.
La comunità modenese attende ora notizie sulle condizioni dei feriti, mentre la magistratura prosegue gli accertamenti su una vicenda che ha sconvolto il centro storico e riportato al centro dell’attenzione i temi della sicurezza urbana, della prevenzione e della gestione delle fragilità psichiche.