Mons. Savino sui migranti morti a Ceuta: “La loro tragedia risvegli le coscienze e apra la strada a un mondo più giusto”

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Il richiamo del vicepresidente della CEI dopo la tragedia nel Mediterraneo

La tragedia avvenuta nelle acque di Ceuta, costata la vita a decine di migranti, continua a suscitare profonda commozione e riflessioni nel mondo ecclesiale e civile. Tra gli interventi più significativi c'è quello di monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano all'Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha rivolto un forte appello affinché questo dramma non venga dimenticato e diventi un'occasione per interrogare le coscienze.

Secondo il presule, il dolore provocato dall'ennesima tragedia nel Mediterraneo deve trasformarsi in una responsabilità collettiva, affinché il diritto a sperare possa trovare percorsi sicuri e dignitosi, anziché spegnersi tra le onde del mare.

Mons. Savino: “Affido al Signore le vittime di Ceuta”

Nel suo messaggio, mons. Francesco Savino ha affidato alla misericordia di Dio tutte le persone che hanno perso la vita durante il tentativo di raggiungere l'Europa.

"Affido al Signore della vita coloro che il mare di Ceuta ha inghiottito. I loro nomi, che noi ignoriamo, sono scritti nel palmo delle sue mani."

Il vicepresidente della CEI ha poi espresso una preghiera affinché questa tragedia possa rappresentare un punto di svolta nella sensibilità collettiva:

"Prego perché la loro morte scuota le nostre coscienze assopite e diventi seme di un mondo più giusto, dove il diritto a sperare trovi finalmente strade sicure al posto delle onde."

Parole che richiamano con forza il tema della dignità della persona e della necessità di affrontare il fenomeno migratorio con maggiore umanità e responsabilità.

Il mare che divide, il mare che accusa

La riflessione di mons. Savino è stata raccolta nel testo intitolato "Il mare che divide, il mare che accusa", nel quale il vescovo invita ciascuno a non rimanere indifferente davanti alla sofferenza.

L'interrogativo che pone è semplice quanto incisivo:

"Chi ha pianto? È una domanda che oggi rivolgo a me stesso e a chiunque legga queste righe. Davanti agli ottanta morti di Ceuta, chi ha pianto?"

Per il presule, la compassione rappresenta il fondamento stesso dell'umanità. Richiamando il significato etimologico del termine, ricorda che essa significa "patire insieme", condividere il dolore dell'altro.

Secondo Savino, quando questa capacità viene meno, si rischia di smarrire i valori fondamentali della convivenza civile, lasciando spazio all'indifferenza e alla disumanizzazione.

L'appello del Vangelo all'accoglienza degli stranieri

Nel suo intervento, mons. Savino richiama anche il messaggio evangelico, sottolineando come l'accoglienza dello straniero rappresenti uno dei criteri fondamentali della testimonianza cristiana.

Citando il Vangelo di Matteo, ricorda le parole di Gesù:

"Ero straniero e mi avete accolto."

Per il vicepresidente della CEI, questo insegnamento non riguarda soltanto i credenti, ma rappresenta un richiamo universale alla responsabilità verso chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà o condizioni di estrema vulnerabilità.

La tragedia di Ceuta riaccende il dibattito sulle migrazioni

L'episodio avvenuto a Ceuta riporta al centro dell'attenzione il tema delle migrazioni lungo le rotte del Mediterraneo e del Nord Africa. Negli ultimi anni migliaia di persone hanno perso la vita tentando di raggiungere le coste europee, alimentando un dibattito che coinvolge aspetti umanitari, politici e sociali.

L'intervento di monsignor Francesco Savino si inserisce in questo contesto come un invito a non limitarsi alla cronaca dell'ennesima tragedia, ma a riflettere sulle cause profonde delle migrazioni e sulla necessità di promuovere percorsi più sicuri e rispettosi della dignità umana.

Le sue parole rappresentano un appello affinché il dolore delle vittime non venga dimenticato e possa contribuire a costruire una società più consapevole, solidale e attenta al valore di ogni vita umana.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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