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Mortificata la città di Lamezia dall’ inefficienza della terna commissariale

Calabria > Catanzaro

LAMEZIA TERME (CZ) 27 OTTOBRE - «Oggi ci troviamo davanti una città offesa e vilipesa, privata di ogni e qualsiasi struttura idonea a far esprimere tutte le sue  realtà culturali, sportive, imprenditoriali». Lo afferma Carmela Dromi, presidente del “Movimento la Nuova Frontiera dei Liberi &Forti”, in un passaggio di una lettera rivolta al Commissario straordinario Francesco Alecci, alla guida della città di Lamezia Terme da un anno, cioè da quando è stato sciolto il suo consiglio comunale   per infiltrazioni mafiose. La presidente Dromì con questa missiva , scritta in modo semplice e schietto, ricorda al Commissario «il completo fallimento dei suoi buoni propositi manifestati in un precedente incontro durante  il quale « ha ritratto le pregresse lacune burocratiche riscontrate all’interno della macchina comunale» manifestando  «la sua ferma intenzione di voler avviare il necessario iter burocratico per far sì che tali problematiche trovassero una soluzione in tempi brevi». Tuttavia, in tutto questo tempo « non abbiamo registrato alcuna azione di cura da parte della terna commissariale se non una gestione tecnocratica e asettica, un silenzio assordante , distante dal bisogno di ogni lametino»  sostiene  la Dromì unendosi alle tante voci delle associazioni, partiti, movimenti che hanno cercato di richiamare il commissario ad una inversione di rotta  e a sostenere la determinazione di tutti  auspicanti  il cambiamento. « Impotenti, delusi, assistiamo ad una sorta di depauperamento sociale e culturale, alla mortificazione di realtà che sono state per Lamezia un fiore all’occhiello per valore e prestigio».

Ad evidenziare  la deprimente immagine della città, basta pensare alla gravissima decisione della dirigenza del Basketball di rinunciare al campionato di Serie B  penalizzando tanti giovani che praticano con grande passione l’ attività sportiva, la chiusura dei teatri, lo stato di degrado   visibile nelle vie della città per non parlare del sentimento di sconforto che pervade i cittadini desiderosi di  esprimere le proprie energie ma non trovano i luoghi, gli spazi, dentro cui muoversi. «La cultura, termine poliedrico, eclettico, plurale, - precisa la Dromì - è la strada più nobile per la politica; lo sport, poi, è scuola di valori per i giovani, strumento di rilancio, convivenza generazionale, confronto e crescita. Quanto sta accadendo preclude ogni possibilità di buona politica, addirittura rischia di agevolare il ripetersi di vecchie logiche che hanno nociuto in passato impedendo un ordinato e democratico sviluppo della città». Alla luce della drammatica situazione che Lamezia sta vivendo, considerato che il tempo trascorso sia stato sufficiente a rimuovere impedimenti o inefficienze, è necessario recuperare« i ruoli e le funzioni – conclude la Dromì - che spettano alla città per storia e tradizione. Lamezia non ha alcun bisogno di ulteriori mortificazioni  . Se tutto ciò ancora permane, i cittadini hanno il diritto di conoscere le cause , così come lei ( riferito ad Alecci)  ha il dovere morale e istituzionale di riferire i motivi ».

Foto: Comune - Carmela Dromì

Lina Latelli Nucifero