Era il 1989 qessere stato massacrato e sfigurato dal piombo di una lupara senza volto, imbracciata da due uomini in motocicletta. Ancora oggi l'omicidio non ha colpevoli e nemmeno moventi.[uando Giuseppe Tizian – un giovane bancario di Bovalino (Reggio Calabria) – è andato a sbattere con la sua macchina, dopo essere stato massacrato e sfigurato dal piombo di una lupara imbracciata da due uomini in motocicletta. Ancora oggi l'omicidio non ha colpevoli e nemmeno moventi.[MORE]
Un velo d’oblio ha coperto per anni la storia di mio padre – afferma Giovanni Tizian, figlio di Giuseppe e giornalista della Gazzetta di Modena-. La sua storia rappresenta un tassello del puzzle di dolore e mortificazione che il paese di Bovalino e la Locride hanno subito dalla ‘ndrangheta. Vogliamo ricordarlo con un disegno per coprire l’ingiustizia impressa su quel muro della vergogna”.
L'associazione "daSud" lo ricorda nella terza edizione della lunga marcia della memoria, l’iniziativa dedicata quest’anno ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare, alla richiesta di giustizia per le vittime innocenti delle mafie, alla giustizia ambientale.
Numerosi i murales sul "muro della vergogna", il muro dove si schiantò Tizian: “Il “Crimine” non paga. La Locride è anti’ndrangheta, parola d’onore”.
La lunga marcia della memoria è iniziata a Roma, lo scorso 5 luglio, con un blitz insieme alla Rete italiana per la Giustizia ambientale per dire “No al Ponte sullo Stretto”. Uno striscione esposto in piazza di Spagna eloquente: “Il Sud frana e le mafie se la ridono dal Ponte".
Il ponte che congiungerebbe le strade da quarto mondo di Calabria e Sicilia.