Muro di Berlino, a 50 anni dalla sua costruzione un minuto di silenzio

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BERLINO, 13 AGOSTO 2011- Nel notte di sabato 12 agosto 1961, dopo l’ordine firmato dal leader della Germania est Walter Ulbricht che autorizzava l' "Operazione Rosa", si diede inizio alla costruzione del Muro di Berlino. Per 28 anni, 2 mesi e 27 giorni questo rappresentò il simbolo della divisione dell'Europa. Dopo la mezzanotte , infatti, circa 14.500 membri tra unità dell’esercito e della polizia, cominciarono ad istallare lungo la linea di confine filo spinato e barriere di cemento per bloccare ogni passaggio, e costruire la "barriera antifascista", lunga di 43,1 chilometri.[MORE]

La posa dei blocchi di cemento per l’edificazione vera e propria del muro iniziò il 17 agosto. Così, dalla sera alla mattina, Berlino e i suoi abitanti furono divisi a metà. La parte degli impianti di sbarramento che separava ermeticamente il resto della RDT al confine con Berlino Ovest, aveva una lunghezza di 111,9 chilometri.


Nel giugno 1962, per rendere ancor più difficile la fuga verso la Germania ovest, venne costruito un secondo muro, la cosidetta “striscia della morte”: 105,5 km di fossato anticarro, 302 torri di guardia con cecchini armati, 20 bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km, sorvegliata dai Vopos, la polizia paramilitare della Ddr, con l'aiuto di feroci cani da guardia.

Oltre 100.000 cittadini della RDT cercarono di fuggire attraverso il confine tra le due Germanie oppure oltre il Muro di Berlino. Più di 600 persone furono uccise dal fuoco dai soldati delle truppe di frontiera della RDT oppure morirono nel corso del tentativo di fuga; solo al Muro di Berlino tra il 1961 und 1989 ci sono stati almeno 136 morti.


La prima vittima, il 22 agosto 1961, fu Ida Siekmann che morì calandosi da una finestra di Bernauer Strasse. Mentre il primo fuggitivo ucciso fu Guenter Liftin, un sarto 24enne, raggiunto da un proiettile alla nuca il 24 agosto 1961 mentre tentava di fuggire a nuoto all'altezza del porto di Humboldt. L'ultimo morto, l'8 marzo 1989, fu Winfried Freudenberg, precipitato al suolo a Berlino ovest con una mongolfiera che aveva lui stesso costruito.


Per potersi ricongiungere ai loro cari, i berlinesi hanno dovuto attendere il crollo del Muro, il 9 novembre 1989. Oggi, a cinquant’anni dalla costruzione del “Muro della vergogna”, la città di Berlino inaugura una versione amplificata del memoriale allestito per il muro.

Come ha sottolineato Axel Klausmeier, presidente della fondazione Muro di Berlino, “Questo sito è stato trasformato in un luogo di apprendimento, ricordo e commemorazione”. Comunque, la prima parte del memoriale, costruito all'aperto su un'area di 4,4 ettari, è aperta ai visitatori sin dal maggio 2010 ed è dedicata alla memoria dei morti del Muro.

Con questo ulteriore ampliamento sarà possibile accedere ad una ricostruzione del confine, dove sono segnati il tracciato dei due muri paralleli all'interno del quale si estendeva la 'striscia della morte'. Si possono osservare anche resti del Muro, i luoghi dove si ergeva una delle torri di guardia e dove erano stati scavati tunnel sotterranei per cercare la fuga verso Ovest.


Presente alla cerimonia la cancelliera Angela Merkel, prima esponente dell'ex Germania est ad assumere la guida del governo tedesco e vissuta al di là del muro fino all’età di 35 anni. Alle 12 tutta la città si fermerà per rispettare un minuto di silenzio.

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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