FIRENZE, 18 MAGGIO 2013- La Procura di Palermo che indaga sulla trattativa Stato-mafia ha citato in qualità di testimone al processo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella lista dei testi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, l'ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, Giuliano Amato e altri esponenti politici per un totale di 178 testimoni.
Il Capo dello Stato è stato convocato in merito a una frase scritta dal suo ex consigliere giuridico Loris D'Ambrosio, deceduto lo scorso luglio, in una lettera a lui indirizzata: «Lei sa – scrisse a Napolitano – che non ho esitato a fare cenno a episodi del periodo '89-'93 che mi preoccupano e mi fanno riflettere; che mi hanno portato a enucleare ipotesi di cui ho detto anche ad altri, quasi preso dal timore di essere stato allora considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi». Dunque, è su questo passaggio che i magistrati vogliono far luce ma sulla testimonianza di Napolitano dovrà valutare la Corte d'Assise che deciderà se ammetterla al processo previsto per il 27 maggio. No comment, finora, dal Quirinale probabilmente in considerazione del fatto che si attende il pronunciamento della Corte sull'eventuale ammissibilità della testimonianza.
Stupore è stato espresso invece dai presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. «Credo – ha dichiarato Francesco Nitto Palma (Pdl) – che non vi sia precedente alcuno di citazione del capo dello Stato per fatti appresi nell'esercizio delle sue funzioni». Stesse perplessità da Donatella Ferranti (Pd): «Mi auguro che la lista dei testi sia stata adeguatamente ponderata». [MORE]
Davide Scaglione