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'Ndrangheta: sequestrati beni per 2 milioni di euro

Marche > Ancona

ANCONA, 28 SET - Beni per due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Squadra mobile di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione - denominata "Eyphemos II" - che stamani ha portato all'arresto di nove persone tra presunti boss, gregari e prestanome della cosca di Sant'Eufemia d'Aspromonte, legata agli Alvaro di Sinopoli, ma anche a numerose perquisizioni.

I sequestri riguardano imprese, società, bar, ristoranti e beni immobili e sono stati eseguiti non solo in provincia di Reggio Calabria ma anche ad Ancona, Pesaro Urbino e Milano.
L'inchiesta della Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, fa luce su un'ampia serie di delitti posti in essere per occultare i beni derivanti dalle attività criminali e colpisce il complesso imprenditoriale, societario e immobiliare utilizzato dal boss Domenico Laurendi, detto "Rocchellina" e da altri sodali.

È proprio Laurendi, già arrestato nel febbraio scorso nell'operazione "Eyphemos", il principale indagato di questo troncone di inchiesta nell'ambito della quale il gip ha emesso nei suoi confronti un'altra misura cautelare per autoriciclaggio e intestazione fittizia. In sostanza, Laurendi e gli altri indagati hanno cercato di infiltrarsi negli appalti per ripulire i proventi illeciti, penetrare nel tessuto economico-commerciale e mascherare i beni stessi da apprensioni giudiziarie.

L'obiettivo era quello di affermare il potere territoriale della cosca ed amplificarne quello economico. Coordinata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci dal pm Giulia Pantano, l'inchiesta "Eyphemos II" ha portato all'arresto anche di un commercialista, di un imprenditore e di un'impiegata accusati di concorso esterno per aver aiutato il sistema criminale riconducibile al boss "Rocchellina".

Altri soggetti, infine, sono stati arrestati per fittizia intestazione di beni e autoriciclaggio.