Nessuno è profeta in Patria!

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Non è la prima volta che qualcuno abbia deciso di cambiare residenza per meglio esprimere le proprie potenzialità. C’è una resistenza di fondo nell’ambiente in cui vive, perché gli venga riconosciuto il suo valore naturale. Succede in ogni campo. Se questo è vero per qualsiasi attività umana, figuriamoci cosa succede quando sia in gioco l’azione trascendentale di una persona. Qui subentrano altre dinamiche non solo legate all’uguale territorialità, ma anche a sentimenti negativi di impotenza dinnanzi al carisma altrui. Scatta così il paradosso! Chi rappresenta al meglio una generazione, uno stesso territorio, un pensiero aperto, un progetto di crescita morale, spirituale e materiale non viene accolto. Prevale una dinamica di auto-conservazione fine a sé stessa che trasforma la realtà.

L’esempio universale è nel vangelo di Matteo cap.13, 54-58. Gesù è nella sua Nazareth e parla con autorevolezza nella Sinagoga. Come viene ospitato? Si riserva forse per Lui una grande festa? C’è felicità nelle case e nelle piazze? Si ringrazia Dio per questa grazia irripetibile? Il cuore di ognuno batte di gioia? Ecco cosa dice il popolo di lui : “Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?”. “Ed era per loro motivo di scandalo”. Quante sofferenze negli anni seguenti a Cristo! Anche chi lo rappresenta con un carisma trasferitogli dal cielo è costretto a patire le pene più grandi.

Quante ingiustizie! Quante derisioni. Colui che viene “chiamato” dallo Spirito rischia sempre di rimanere solo, a meno che non si intraveda l’interesse materiale che lo stesso possa sollecitare. A questo punto una qualsiasi vicenda “soprannaturale”, prima derisa o comunque sottovalutata, potrebbe essere riabilitata e lanciata sul mercato. Gli esiti nel tempo ve li lascio immaginare. Pertanto anche chi non crede si inventa certi progetti solidali, fondazioni, associazioni. Un mercato insomma bello e buono! Nessuno sarà mai profeta in patria”, finché le società attuali vedranno con gli occhi della carne e non con quelli dello Spirito. Una fragilità interiore che ridimensiona la forza e la grandezza dell’uomo. Leggo, a proposito di vista umana distorta, una chiara riflessione teologica:

“Quando Cristo Gesù non viene visto nel suo mistero interamente dal Padre e come lo vede il Padre, è il segno che noi pensiamo dalla carne, secondo gli uomini, e non secondo Dio, nello Spirito Santo. Non siamo nello Spirito, non pensiamo secondo lo Spirito”. E’ faticoso vedere dalla parte della verità. Non c’è convenienza, soprattutto se si è deciso di utilizzare la religione come una questione di apparato! L’essenziale per molti è rispettare la tradizione e vedere ciò che si voglia vedere o si debba vedere. Il resto è fantasia, questione non razionale, argomento per anziani o per ansiosi spirituali. Manipolare la realtà, sia per ragione di Stato o per convenienza sociale e personale, è stato da sempre un “capolavoro” degli uomini, attenti persino a non riconoscere il “Profeta in Patria”.

 

Egidio Chiarella

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