Nel suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pronunciato un discorso dai toni duri, affrontando le principali accuse rivolte a Israele e rivendicando il ruolo dello Stato ebraico nella sicurezza regionale e globale. Due i passaggi che hanno catturato l'attenzione dei media internazionali.
La difesa dell'azione contro il programma nucleare iraniano
Netanyahu ha esordito con quella che lui stesso ha definito "l'ironia più grande": Israele starebbe difendendo molti dei Paesi i cui delegati avevano appena lasciato l'aula in segno di protesta. "Molti dei loro leader ci ringraziano persino in privato per aver eliminato il programma nucleare iraniano", ha dichiarato, sottolineando come l'azione israeliana contro Teheran sia stata funzionale alla stabilità di numerosi Stati, anche di quelli che ufficialmente mantengono una posizione critica verso lo Stato ebraico. Il riferimento è alle operazioni condotte da Israele per contrastare lo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran, minaccia che secondo Netanyahu riguarda l'intero Medio Oriente e non solo Israele.
Le accuse di colonialismo e la replica ironica
Il premier israeliano ha poi risposto alle accuse di colonialismo rivolte a Israele, definendole ipocrite. "Ci accusano di colonialismo. E chi ci accusa? Persone in Gran Bretagna e in Francia. Per l'amor di Dio, sono loro che hanno inventato il termine: i loro imperi coloniali hanno abbracciato l'intero globo", ha affermato con sarcasmo. "Colonialismo? Ma dai!", ha concluso, suscitando reazioni contrastanti tra i presenti. La critica di Netanyahu si inserisce in una più ampia strategia di delegittimazione delle accuse mosse da alcuni Paesi europei, che considerano l'espansione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi una forma di colonialismo.
Un discorso tra sicurezza e diplomazia
L'intervento di Netanyahu all'ONU arriva in un momento di crescente tensione in Medio Oriente, con il conflitto a Gaza ancora in corso e le minacce provenienti dall'Iran e dai suoi alleati regionali. Il premier ha ribadito la necessità di mantenere una linea dura contro Teheran e ha invitato la comunità internazionale a riconoscere il contributo di Israele alla sicurezza globale, nonostante le divisioni diplomatiche. Le sue parole, però, rischiano di alimentare ulteriormente le fratture con i Paesi europei e con le Nazioni Unite, già critici verso le politiche israeliane.