Nel suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affrontato diversi temi caldi, dalla questione nucleare iraniana alle tensioni con Hezbollah, fino alla disputa sulle alture del Golan. Le sue parole hanno suscitato immediate reazioni a livello internazionale.
La minaccia nucleare iraniana
Netanyahu ha ribadito che distruggere gli impianti nucleari iraniani è stata una decisione difficile ma necessaria. "Se non l'avessimo fatto, saremmo tutti morti", ha dichiarato, sottolineando come l'operazione sia stata condotta con il supporto degli Stati Uniti. Secondo il premier, l'azione ha permesso di smantellare capacità militari strategiche dell'Iran, inclusi esercito, marina e aviazione.
Il riferimento alle alture del Golan
Rivolgendosi al leader siriano al-Sharaa, Netanyahu ha affermato che la presenza ebraica sulle alture del Golan risale a tempi biblici, citando Mosè e la Bibbia come fonti storiche. Una dichiarazione che riaccende la polemica sulla sovranità del territorio, annesso da Israele nel 1981 e non riconosciuto dalla comunità internazionale.
Hezbollah e i pager
Con un accenno alle recenti operazioni, il premier ha ricordato l'episodio dei pager esplosivi attribuiti a Israele, che avrebbero colpito membri di Hezbollah. "Vi ricordate dei pager? Hezbollah sicuramente se li ricorda", ha ironizzato, in un chiaro riferimento alla capacità di intelligence israeliana.
La questione dei coloni
Netanyahu ha anche criticato i media internazionali per aver etichettato come violenza dei coloni gli atti di autodifesa compiuti da alcuni cittadini israeliani. Una presa di posizione che evidenzia la tensione su questo fronte.
Le dichiarazioni del premier israeliano all'ONU confermano la linea dura del governo Netanyahu su sicurezza e politica estera, in un momento di forte instabilità regionale.