Un nuovo episodio di violenza da arma da fuoco ha scosso la città di New York. Un agente dell'ICE, l'agenzia federale che si occupa di immigrazione e controllo doganale, ha sparato contro un uomo di 28 anni di origine dominicana durante un tentativo di arresto nel quartiere di Marble Hill, a nord di Manhattan.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo è stato colpito al collo ed è stato immediatamente trasportato in ospedale, dove i medici hanno riferito che non è in pericolo di vita. Al momento dello sparo, il 28enne si trovava all'interno di un'auto insieme a un bambino di cinque anni, rimasto fortunatamente illeso.
Le circostanze dell'accaduto
Le dinamiche esatte dell'incidente non sono state ancora chiarite. Non è noto se l'uomo fosse armato o se abbia opposto resistenza all'arresto. L'ICE non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'accaduto, mentre le autorità locali hanno avviato un'indagine per fare luce sull'episodio.
Proteste e scontri
La notizia si è diffusa rapidamente, scatenando la reazione della comunità locale. Centinaia di persone si sono radunate davanti all'ospedale dove è ricoverato il ferito, dando vita a una protesta che è degenerata in scontri con la polizia. Gli agenti hanno utilizzato manganelli e spray al peperoncino per disperdere la folla, mentre i manifestanti hanno lanciato bottiglie e altri oggetti.
La tensione resta alta nella zona, con un forte dispiegamento di forze dell'ordine. L'episodio riaccende il dibattito sulle modalità di intervento delle agenzie federali e sul trattamento riservato agli immigrati negli Stati Uniti.