No Muos: 1.500 manifestanti per dire no alla base Usa. Scontri con la polizia

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NISCEMI (CALTANISSETTA), 9 AGOSTO 2013 - A Niscemi, oggi pomeriggio, erano in mille e cinquecento per dire “No” al Muos, il sistema satellitare militare americano.[MORE]

Una presenza numerosa quanto eterogenea considerato che alla grande manifestazione nazionale hanno preso parte non soltanto attivisti dei vari comitati No Muos, ma anche comuni cittadini, rappresentanti di associazioni, nonché diversi sindaci di vari comuni siciliani, come Messina, Caltagirone, Mascalucia, Palagonia, Pozzallo, Acate, Piazza Armerina e naturalmente il primo cittadino di Niscemi, Francesco La Rosa.

A fare da padroni comunque sono stati i tanti giovani presenti che con striscioni, bandiere e cori hanno accompagnato pacificamente il lungo corteo partito dall’ingresso della riserva naturale della Sugherata per giungere fino alla base americana.

Tanti gli slogan e gli striscioni di protesta contro il governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Quest’ultimo dopo aver contrastato all’inizio del suo mandato la costruzione del Muos, revocando l’autorizzazione ai lavori che il suo predecessore Raffaele Lombardo aveva concesso, ha di recente ritirato i provvedimenti che sospendevano gli stessi lavori di costruzione dando così di fatto il via libera al completamento della base militare.

«Il nostro governo siciliano ci ha traditi – ha affermato la coordinatrice del Comitato Mamme NoMuos, Concetta Gualato – ma noi andiamo avanti comunque dicendo No al Muos. Noi lottiamo per i nostri diritti e la salute dei nostri figli».

Dunque, una pacifica manifestazione di protesta contro il sistema satellitare statunitense più volte indicato dagli esperti come dannoso per la salute dei cittadini. Una protesta che ha ricevuto nelle ultime ore la solidarietà di venti intellettuali americani, su tutti il filosofo Noam Chomsky, che hanno firmato un documento di condanna contro la costruzione del Muos: «il progetto Muso – si legge nel documento – e la militarizzazione della Sicilia non sono nell’interesse dei cittadini americani. Condanniamo fortemente le violenze contro i manifestanti e chiediamo che il loro diritto di parola e di protesta venga rispettato. Esprimiamo la nostra piena solidarietà con la società civile siciliana in protesta contro il Muos».

Parole importanti quelle scritte dagli intellettuali d’oltreoceano che in merito alla violenza stridono con gli scontri che purtroppo si sono dovuti registrare oggi pomeriggio. Difatti, quando il corteo è giunto in prossimità della base militare, circa cento manifestanti dopo essere entrati a violento contatto con la polizia hanno sfondato la recinzione riuscendo ad entrare all’interno della base militare, dove per altro da ieri dieci attivisti sono stazionati su 4 delle 46 antenne.

Durante gli scontri un agente della guardia di finanza è rimasto ferito ad una gamba riportando una contusione ed inoltre è stato esploso un bengala contro l’elicottero della polizia che sorvolava la zona interessata dalla manifestazione. Da registrare anche l’attacco ad un furgone degli operatori Rai che stavano riprendendo le fasi del corteo, al mezzo è stata difatti tagliata una gomma. Sugli questi episodi di violenza il procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, ha aperto un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamenti.

Tuttavia tornata la calma, dopo questi attimi di tensione, circa 300 manifestanti hanno simbolicamente occupato il suolo della base militare per poi riabbracciare gli attivisti scesi dalle antenne. Si è così conclusa una giornata che, seppur spiacevolmente macchiata da gravi episodi di violenza, ha avuto come unico intento quello di dire No al Muos.

(Immagine da palermo.repubblica.it)

Giovanni Maria Elia

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Scritto da Giovanni Maria Elia

Giornalista di InfoOggi

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