Fantasticherie del cuore

Non c'è al mondo una cosa più grande dell'amore cristiano!

18 APRILE 2016 - Ogni tanto non fa male soffermarsi sul significato profondo di una parola all’interno di un contesto e di un messaggio, quale ad esempio quello cristiano, che trova nel crocifisso la forma di amore più grande conosciuta nel mondo. Al di là non si può andare! Sulla croce Gesù detta le linee universali di un modo di essere, che nessuna filosofia al mondo o altra pratica spirituale potrà mai sostituire. Lo stesso Antico Testamento non ha vissuto tale grandezza, anche se ha conosciuto la mitezza dinnanzi a coloro che perseguitano da parte dei perseguitati, attraverso il Re Davide. Il sovrano si lascia insultare senza reagire e permettere ad altri di farlo. Oltre a ciò nelle Antiche Scritture era cosa buona fare del bene ai nemici. “Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere, perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo e il Signore ti ricompenserà” (Pr 25,21-22). [MORE]

In tutto questo però non c’è l’amore puro per i nemici o per quelli che perseguitano. Bisogna entrare nel Nuovo Testamento per imbattersi in una rivoluzione della struttura interiore dell’uomo, fino all’incredibile e al di fuori di ogni logica umana. Con Cristo diventa centrale e naturale amare i nemici e offrire la vita al Padre per la loro salvezza e redenzione. Dalla croce ha pregato il Padre perché perdonasse il loro peccato. Qualcosa di straordinario che non viene da un’alta filosofia, ma da un atto storico interamente vissuto all’ombra dell’odio dei sacerdoti del tempo. Farisei e scribi avevano infatti puntato su una religione di potere personale sul popolo. Uno squallore che ancora oggi spesso appare all’orizzonte, soprattutto se un fratello o sorella, sentita la “chiamata”, cerchi di adoperarsi nel ricordare, con la sua vita, il messaggio chiaro del vangelo oggi dimenticato.

Altro che perdono e amore! Scattano una serie di dinamiche che imbrogliano le acque della cristianità e stordiscono i fedeli che si ritrovano dinnanzi un modello falsato di rappresentanza cristiana. Anche in questi casi mai necessita entrare nell’idea del giudizio fine a se stesso o della condanna gratuita. Chi sbaglia ha bisogno dell’amore vero, per poter uscire dall’inferno che gli si è acceso dentro. Salvarlo è il compito del cristiano, proprio in virtù di due grandi precetti consegnati da Gesù all’umanità: “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Sono parole mai pronunciate da alcuno che cambiano ogni esistenza e non rendono di certo debole chi le pratica davanti al proprio avversario. Al contrario chi giunge fino a questo livello, sa leggere nei cuori e dialogare con il cielo. Gesù con le sue parole, interamente vissute, porta la legge dell’amore, per la prima volta sulla terra, al sommo della perfezione spirituale.

Questa eterna verità sboccia, come l’energia profumata di un campo di fiori primaverili, nel vangelo di Matteo. Ecco parte del testo che ha cambiato la storia per sempre. “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti….”. Chiudo con una riflessione in proposito del teologo Mons. Di Bruno: “Chi vuole amare secondo verità deve essere perfetto come è perfetto il Padre celeste. Chi vuole sapere come è perfetto il Padre celeste ha un solo modello da guardare: Cristo Crocifisso. È il Crocifisso la perfezione assoluta, insuperabile dell’amore del Padre per noi. Chi guarda Lui a poco a poco impara ad amare”.

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Egidio Chiarella